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Aperture domenicali, il Consiglio regionale per il referendum

Con il parlamentino di palazzo Ferro-Fini sono tre gli organismi che vogliono lasciare parola ai cittadini. Per procedere ne servono altri due

Dopo l'Abruzzo e l'Umbria anche il Veneto chiede di promuovere un referendum popolare per abrogare la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali e ripristinare la possibilita' per le Regioni di normare orari di apertura e chiusura, chiusure festive e infrasettimanali. Con il via libera dato dal Consiglio regionale (42 sì, 2 contrari e 1 astenuto) alla richiesta di referendum proposta da Pietrangelo Pettenò (FdS), appoggiata da tutte le forze politiche, il Consiglio Veneto si unisce agli altri consigli regionali che hanno chiesto un referendum per fare marcia indietro rispetto alla liberalizzazione totale decisa dal governo Monti.

Basta ora che altri due Consigli regionali sottoscrivano la medesima richiesta per sottoporre alla Corte di Cassazione il quesito referendario. "La Costituzione riconosce anche ai Consigli regionali (almeno 5) la prerogativa di proporre referendum abrogativi - commenta Pettenò -. Il Veneto dà prova di voler sostenere la legge di iniziativa popolare di Confesercenti (che ha raccolto 150 mila firme), sostenuta anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, per abrogare le norme che hanno sottratto alle Regioni ogni possibilità di regolamentare il settore. Credo che si tratti di una buona occasione per mettere insieme tanti soggetti che in modo trasversale si stanno battendo contro la liberalizzazione selvaggia e per restituire condizioni di lavoro dignitose a negozianti, commesse e ai tanti operatori del commercio coinvolti".

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