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Referendum sulla separazione, la Regione ufficializza: "Niente election day, ma si farà"

La decisione dopo il parere dell'Avvocatura e due note statali in cui si sottolineava il rischio di conflitti di attribuzioni. Zaia: "In un arco di tempo adeguato si arriverà alla consultazione"

"Il referendum sulla separazione di Mestre da Venezia si farà in tempi adeguati". Arriva l'ufficialità sul tramonto dell'ipotesi election day del 22 ottobre con l'accorpamento della consultazione sull'autonomia del Veneto con quello sull'assetto amministrativo del territorio lagunare, ma la Regione in una nota tiene comunque la porta aperta. Anzi, sottolinea che la consultazione potrebbe essere indetta nei primi mesi del prossimo anno. Del resto lo stesso presidente Zaia aveva predicato pazienza ai promotori del referendum di separazione, esprimendo comunque il proprio appoggio. 

CONFLITTI E RICORSI AL TAR

"Il principale nodo di criticità - si legge in una nota di Palazzo Balbi sulla base di un parere legale dell'avvocatura regionale - deriva dal conflitto tra la normativa regionale che, in attuazione dell’articolo 133, secondo comma, della Costituzione, disciplina l’iter dei procedimenti volti all’approvazione delle leggi che dispongono i mutamenti delle circoscrizioni dei Comuni “sentite le popolazioni interessate” e una norma della Riforma Delrio (articolo 1, comma 22) la quale legherebbe imprescindibilmente, secondo l’interpretazione statale, la modifica del territorio dei soli Comuni capoluogo di Città metropolitana all’eventuale possibilità di un’elezione diretta del sindaco metropolitano prevista dallo statuto della Città metropolitana stessa". E' il motivo per cui Comune e Città metropolitana hanno presentato ricorso al Tar: chi deve presentarsi al seggio? Solo i residenti del Comune o quelli della Città metropolitana? Le posizioni divergono.

"EVITARE LO SCONTRO ISTITUZIONALE"

Per evitare uno scontro istituzionale la Regione ha deciso di sotterrare l'ascia di guerra, senza però lasciare al proprio destino i "referendari": "Alla base c'è un'iniziativa popolare corredata nel 2014 da 7mila firme di cittadini - continua Palazzo Balbi - per questo la Regione ha ritenuto finora di far prevalere la partecipazione democratica, consentendo la prosecuzione dell’iter legislativo". Il Consiglio ha giudicato "meritevole" il referendum e ha indicato come popolazione interessata solo i residenti del Comune. E' a quel punto che sono giunte alla Regione due note (da parte del prefetto di Venezia e del sottosegretario per gli affari regionali, con cui lo Stato ha lamentato una “palese invasione alla sfera di competenza esclusiva statale” delineando la possibilità di un conflitto di attribuzioni tra Stato e Regione. Di qui la decisione di mettere tutto in stand by, almeno per il tempo necessario a capire cosa intenda fare il governo: "Resta fermo l’intendimento della Giunta regionale di garantire il sostegno dell’iniziativa popolare, approvando già nei prossimi giorni un provvedimento che indichi un preciso arco temporale entro cui indire il referendum (si ipotizza nei primi mesi del prossimo anno)", conclude la nota di Palazzo Balbi.

ZAIA: "IL REFERENDUM SI FARA'"

“Sulla consultazione per la separazione tra Venezia e Mestre, nonostante abbia chiesto un ulteriore approfondimento anche nelle ultime ore - puntualizza il presidente Luca Zaia - la posizione dell’avvocatura è inequivocabile. Lo svolgimento in abbinata con la consultazione regionale del 22 ottobre sull’autonomia esporrebbe a gravi rischi di molteplice natura. Resta ferma tuttavia – conclude – la volontà di rispettare il dettato del Consiglio regionale, per cui in un arco di tempo adeguato si arriverà comunque allo svolgimento della consultazione, con l’auspicio che nel frattempo anche i problemi portati all’attenzione del Tar possano essere superati”. 
 

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