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Caso Polita, Zaccariotto: "Banche non pensino solo ai loro debiti"

La presidente della Provincia interviene dopo che Confartigianato ha descritto come "omicidio legalizzato" l'estremo gesto dell'artigiano di Noventa: "Non possiamo lasciarli soli"

Nel giorno dei funerali di Ivano Polita, l'artigiano 60enne impiccatosi nel capannone della sua ditta di Noventa di Piave per i troppi crediti, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto risponde alla lettera aperta di Confartigianato San Donà, in cui si descrive come "omicidio legalizzato" l'estremo gesto di qualche giorno fa. "Oggi si muore per i troppi crediti, e mi trovo completamente d’accordo. La maggior parte delle nostre piccole imprese oggi è 'strozzata' dai crediti, e il suicidio (il trentesimo nel Veneto nel giro di poco tempo) dell’artigiano di Noventa di Piave ci addolora profondamente, un gesto estremo che spinge tutti, e per tutti intendo il mondo del credito, le istituzioni e le associazioni delle imprese a trovare presto una soluzione praticabile e condivisa".

Secondo Zaccariotto comunque Ca' Corner ha fatto e sta facendo la sua parte: "Desidero ricordare che la Provincia negli ultimi due anni di questa amministrazione, ha raggiunto l’obiettivo prefissato di pagare tutti i fornitori in circa in quaranta giorni - spiega - il dato medio è 39,5 giorni. Tempi accettabili, considerati i ritardi abnormi che si registrano un po’ ovunque nella pubblica amministrazione e non solo, e che mettono continuamente a rischio la vita delle nostre imprese".


Anche la esponente leghista ora chiede un tavolo urgente: "Non dimentico che a togliersi la vita, imprenditori e anche dipendenti, sono persone che hanno dato il cuore, si sono sacrificati contribuendo attivamente alla crescita del nostro territorio, del sistema produttivo, in un tempo recente modello da copiare ed esportare - commenta - Non possiamo lasciarli soli, bisogna fare i fatti, non si può abbandonarli. Chiedo a viva voce di organizzare un tavolo tra istituzioni, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e mondo del credito. Cerchiamo di fare in modo che le banche non pensino solo a ripianare i propri debiti, ma collaborino allo sviluppo aprendo i cordoni della borsa al credito".

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