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Protesta agli uffici Anagrafe e Stato civile, c'è la proposta di aprire anche al sabato

Ragno: «Impiegati sommersi dalle pratiche non riescono a far passare il loro grido di aiuto». Romor: «Attese ridotte agli sportelli, cessazioni coperte per tempo, il web aiuta molto»

La protesta del 10 ottobre a Mestre

«Siamo in strada, in protesta, per gridare il bisogno di personale che c'è agli uffici Anagrafe e di Stato civile del Comune, con gli impiegati sommersi dalle pratiche, e il consigliere Saverio Centenaro propone di aprire gli uffici anche il sabato. Siamo alle comiche». Commenta così il sindacalista Mario Ragno della Uil l'incontro fra sindacati e amministrazione di venerdì pomeriggio. Si cerca dopo mesi di trovare un punto di incontro, dopo che per i lavoratori comunali è stato trovato l'accordo sul secondo livello, dopo anni di battaglie. Ma le parti sembrano molto distanti. «I dati sono buoni - dice l'assessore Paolo Romor -. Grazie alla riorganizzazione delle sedi di Mestre, i tempi medi di attesa allo sportello sono scesi da 45 minuti a 8 minuti, per poi assestarsi in via definitiva a 12 minuti. A Venezia l’attesa media è di 7 minuti. Ottimo risultato che è il frutto della scelta, operata dall’amministrazione, di concentrare le forze a Mestre centro, senza però sguarnire del tutto le sedi periferiche».

Il bando interno

«I dipendenti scesi a 116 sono stati riportati a 121 - prosegue Ragno - ma c'erano problemi già con 128 dipendenti. Il lavoro non è diminuito, anche se sono state chiuse sedi periferiche. Otto impiegati di sportello l'anno scorso sono andati in pensione ed erano quelli con maggior esperienza, mentre la richiesta di mobilità da altri uffici, con bandi interni, non trova risposta, perché tutti i settori vogliono tenersi il proprio personale. La situazione è bloccata. Anche se è arrivato qualcuno di nuovo, bisogna capire che servono sei mesi per imparare le pratiche, e due anni per diventare ufficiale di stato civile. Hanno trasferito un'impiegata di Mestre a Zelarino, ed era tra quelle che facevano il maggior numero di pratiche - racconta Ragno -. Da un anno lei chiede di essere riportata a Mestre, ma non c'è niente da fare. E gli uffici a Bissuola, chiusi,  - afferma Ragno - facevano più numeri di Favaro».

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Attesa ridotta e rivoluzione web

«Il cittadino, oggi, ha la possibilità di attendere molto meno allo sportello, e questa è la cosa più importante - commenta Romor -. Quanto ai numeri del personale del settore: rispetto alle 128 unità del 2015, si era inizialmente scesi a 118 nel 2017, anche in conseguenza del blocco assunzionale legato al patto di stabilità, poi i numeri sono risaliti e ora siamo stabilmente, fin dal 2018, a 121 unità. Tutte le cessazioni di questo periodo sono state per tempo coperte e altrettanto si farà per quelle future, mano a mano che si avvicineranno. Segnalo che il numero di 121, a cui ci siamo da tempo stabilizzati, è di poco inferiore al 128 del 2015 (parliamo di circa un 5% in meno), e nel frattempo è intervenuta l’introduzione dei servizi on line, che riducono la pressione agli sportelli».

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