Il turismo in Veneto sta andando male, dice Federalberghi

Non arrivano gli stranieri, i fatturati precipitano anche a -70%. Dati negativi sulle spiagge, ma va molto peggio nelle città d'arte

In Veneto si registra oggi un calo del 20% dei turisti italiani rispetto agli scorsi anni, che si somma ad un crollo del 70% degli stranieri (storicamente, la parte più consistente del bacino turistico veneto). Dopo una primavera di blocco totale l'estate fatica a ripartire e i fatturati precipitano: per le città d'arte è una disfatta, le spiagge confidano sull'ultima coda della stagione per contenere le perdite, la montagna spera di recuperare nel mese di agosto, le terme guardano direttamente al 2021. Tutti, comunque, lavorano in deficit. È quanto emerge da un primo resoconto estivo fatto da Federalberghi Veneto ed esposto dal presidente Marco Michielli, il quale, tra l'altro, ha fatto notare che quest'estate il 96% degli italiani che faranno vacanza resterà in Italia.

Spiagge

A Jesolo hanno aperto 330 alberghi su 370 e l'occupazione delle camere raggiunge il 90% nei fine settimanam ma si ferma al 60% nell'infrasettimanale. Il tasso di cancellazione delle prenotazioni è raddoppiato, dal 15% medio degli ultimi anni al 30%. A Caorle nell'ultima settimana si è registrato un -70% di presenze turistiche, a fronte di un -50% della settimana precedente. A Bibione ha aperto il 90% degli alberghi, ma l'occupazione delle camere fa registrare un -50% ispetto agli anni scorsi. Ad agosto le prenotazioni paventano un timido ritorno dei turisti dalla Germania, ma mancano completamente gli austriaci.

A Venezia

La situazione nelle città d'arte è peggiore. A Venezia è aperto il 70% degli alberghi e un altro 15% dovrebbe aprire entro la fine dell'estate, ma i tassi di occupazione delle camere si fermano al 15%, dopo aver raggiunto un picco del 40% per il Redentore. Per Claudio Scarpa, direttore di Ava (Associazione veneziana albegatori), «gli alberghi tengono aperto per un dovere civico, perché la città deve ripartire, riposizionarsi come un attrattore turistico nei mercati internazionali, così come stanno facendo i musei e i ristoranti. Speriamo che nel futuro la situazione migliori. Nella primavera 2021 il coronavirus dovrebbe essere un brutto ricordo e tutto dovrebbe tornare alla normalità». Michielli ha spiegato che «servono interventi forti per salvare le imprese e i posti di lavoro: prorogare la cassa integrazione fino a fine dicembre, ridurre il cuneo fiscale per le aziende che richiamano in servizio il personale, prolungare le misure sull'Imu e sugli affitti estendendole a tutte le strutture alberghiere».

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Nel resto del Veneto

Per quanto riguarda le altre destinazioni del Veneto: a Vicenza è aperto il 70% delle strutture alberghiere e l'occupazione delle stanze è di poco superiore allo 0% nei weekend, tanto che diverse strutture chiudono nei fine settimana, mentre durante la settimana sale al 40% esclusivamente per effetto del turismo business. A Padova l'occupazione massima delle camere si è fermata al 30%, così come a Treviso, dove nei fine settimana scende al 5% nonostante siano aperti solo il 70% degli alberghi. Resiste, invece, la zona delle colline, la Pedemontana, che nei weekend riesce a coprire il 20% delle stanze, grazie anche al cicloturismo e al patrimonio Unesco rappresentato dalle Colline del Prosecco. A Verona è aperto l'80% degli alberghi, con una media del 10% di occupazione delle camere. Meglio va sul Lago di Garda, dove nei fine settimana si arriva al 75% di occupazione delle camere, che nell'infrasettimanale raggiunge comunque il 50%. Nell'area delle Terme Euganee ha aperto il 40% degli hotel e si è registrata una perdita media di fatturato del 75% dall'inizio dell'anno. Nelle prime due settimane di agosto è prevista l'apertura del 955 delle strutture anche se al momento chi ha già aperto non registra sostanzialmente presenze. «Ormai possiamo dire addio al 2020 e auspicare che la primavera del 2021 sia meno timida di quel che già temiamo», conclude il presidente di Federalberghi Terme Abano e Montegrotto Emanuele Boaretto.

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