Anche nella giustizia serve riconoscere la "specialità" di Venezia

Lo dice la presidente della Corte d'appello Marini: occorrono benefici normativi ed economici e concorsi appositi, altrimenti «saremo soggetti a una diaspora»

Foto Ansa

Servono risorse speciali per la giustizia veneziana, perché va riconosciuto che «lavorare a Venezia è disagevole». Lo dice la presidente della Corte d'Appello di Venezia, Ines Maria Luisa Marini, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, auspicando benefici normativi ed economici da parte del ministero su questo capitolo. Ad esempio, «dei benefici previdenziali come già avviene per i dipendenti del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria».

Da notare che il Comune di Venezia ha già messo a disposizione, per i dipendenti del tribunale, appartamenti di edilizia pubblica ad un canone agevolato; ma, ha detto, «non basta». Marini ha anche precisato che la specificità «vale per tutte le strutture della pubblica amministrazione a Venezia», e che «servono concorsi per il personale a livello regionale, altrimenti saremo soggetti a una continua diaspora».




 

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