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"Mani Giganti" via da Ca' Sagredo il 7 maggio: non sarà un addio, forse solo un arrivederci

Lorenzo Quinn da Ca' Sagredo: "Dono quest'opera ai veneziani. Un'altra mia installazione a Forte Marghera". Lorenza Lain, direttrice dell'hotel: "E' stata un'avventura straordinaria"

La sensazione è che non sarà un addio ma solo un arrivederci. "Le Mani sono state concepite attorno al mio compleanno e se ne andranno proprio nel giorno del mio compleanno. A volte il destino è beffardo". A parlare è Lorenzo Quinn, l'artista che ha realizzato "Support", l'opera monumentale per sensibilizzare sui pericoli del cambiamento climatico posizionata sulla facciata dell'hotel Ca' Sagredo a Venezia: "Dal 3 al 7 maggio letteralmente ci taglieranno le mani - dichiara - ma siamo in contatto con l'amministrazione comunale e le altre autorità affinché l'opera possa restare a Venezia. Io la dono a voi, a tutti. La dono ai veneziani, che tanto l'hanno amata. Venezia rappresenta l'umanità, qui abbiamo fatto storia dell'arte". 

"Abbiamo fatto un miracolo"

Decine le richieste da parte di città che hanno cercato di accaparrarsi le Mani, ma le opzioni per tenerle in territorio lagunare non mancherebbero: "Lorenza (direttrice di Ca' Sagredo, ndr) quando le ho esposto l'idea mi aveva detto 'è impossibile', a Venezia ci sono delle leggi da rispettare - ha continuato Quinn - ecco, l'impossibile l'abbiamo superato. Magari ora ci sarà un altro miracolo... In ogni caso a Venezia ci saranno altri posti dove potranno andare queste mani, ma non possiamo svelare nulla". Di certo la presenza di Lorenzo Quinn a Venezia sarà sempre più assidua: "Lunedì pomeriggio faremo un sopralluogo a Forte Marghera dove posizioneremo un'altra mia opera, 'Stop Playing', e poi ci sarà la Biennale 2019. Chissà, magari queste Mani se non possono più toccare l'acqua, voleranno... Faremo una bella cosa, spero che vi piacerà". 

Mani donate ai veneziani

A pochi passi da Lorenzo Quinn, Lorenza Lain, direttrice di Ca' Sagredo: "Le Mani dovrebbero appartenere in maniera permanente alla città - dichiara - siamo stati travolti dal successo dell'opera pubblica da cui ognuno ha tratto il proprio messaggio. La bellezza e il bisogno di sostenere Venezia, la lotta al cambiamento climatico, l'arte, i bambini. tutti messaggi positivi. Ci sono state parecchie offerte dall'estero, ma aspettiamo le decisioni della Soprintendenza e Comune".

Rimozione il 7 maggio

In ogni caso dopo la rimozione "Support" tornerà in Spagna, dove Lorenzo Quinn ha lo studio: "Saranno prima portate in un magazzino qui vicino, poi le aggiusterò dove lavoro - ha spiegato - anche perché dovrò capire se saranno posizionate in acqua o su terra. Spero poi di riportarle a Venezia, il Comune è favorevole. Sarebbe stato facile fare del commercio con quest'opera, ma Venezia è universale". Da giornalisti e "colleghi" artisti dalla terrazza di Ca' Sagredo è giunta l'idea di un "passaggio d'onore in Canal Grande" o di "iscrivere l'opera alla Biennale Architettura, per tenerla qui". "Chi ama l'arte non può che amare queste Mani", ha affermato un'addetta ai lavori.

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"Dobbiamo essere all'altezza di Venezia"

"E' proprio così - ha concluso Lorenza Lain - Abbiamo toccato con mano che ciò che accade a Venezia ha eco in tutto il mondo. E' la città più bella e da qui si possono lanciare messaggi universali. Non avrei mai chiesto a Lorenzo un'opera dal messaggio provocatorio. Anche i luoghi deputati all'ospitalità, come Ca' Sagredo, possono diventare una sorta di industria creativa, abbiamo il compito di preservare l'arte e abbiamo anche il dovere di divulgarla e promuoverla. Le Mani ci hanno fatto capire quanto la gente ami Venezia, dobbiamo sempre tentare di essere tutti all'altezza di questa città che ci è stata donata".

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