Cronaca

Si stringe il cerchio sugli aggressori dei tifosi del Parma: "Un danno per tutta la città"

Tre gli episodi su cui indaga la Digos. Il questore annuncia misure dure: Daspo in vista per i responsabili. C'è l'ipotesi che le vittime possano essere state malmenate da stesse persone

"E' stato un danno per tutta la città". Non usa mezze parole il questore Angelo Sanna, a 48 ore di distanza dai tafferugli tra tifosi veneziani e parmensi in centro storico. Episodi di cui si sarebbero resi protagonisti supporters lagunari. Secondo la versione di rappresentanti del tifo organizzato, i veneziani avrebbero risposto a un'aggressione. Ciò che si profila dalle indagini della questura sembrerebbe essere essere una dinamica diversa. Anzi, in almeno un caso dei 3 finiti sotto la lente d'ingrandimento della Digos, si sarebbe trattato di un agguato alle spalle. Ai danni di tifosi ospiti che era da anni che non andavano allo stadio. Avevano deciso di visitare Venezia prima di raggiungere il Penzo. "Ci saranno misure molto dure per chi avrà responsabilità delle aggressioni - afferma Sanna - Non solo il Daspo, ma potrebbero esserci conseguenze anche di tipo penale".

Non è escluso che dietro le 3 aggressioni (una nei confronti di un 70enne) possa esserci anche la stessa mano. Le zuffe si sono verificate prima del big match di Lega Pro tra Venezia e Parma, finito sul risultato di 2 a 2. Gli agenti, come specificato dal questore stesso, quando hanno ricevuto l'allerta si sono portati sul posto, in campo Santi Apostoli, dove hanno trovato una trentina di tifosi arancioneroverdi. Tutti filmati e identificati.

Nei fotogrammi, i tifosi parmensi non sono più di tre quattro, più elevato è invece il numero dei supporter veneziani, forse una trentina. "Laddove venissero accertati gli episodi violenti - ha continuato Sanna - si procederà dal punto di vista del codice penale e del possibile Daspo. Si potrebbe configurare anche il reato di rapina, perché sono state sottratte delle sciarpe".

Come detto, nel mirino degli investigatori ci sono tre episodi: i responsabili potrebbero essere sempre gli stessi tifosi, anche se si tratta solo di una delle ipotesi al vaglio. I parmensi ad avere la peggio, invece, sono 3 o 4, di certo non appartenenti al gruppo Ultras del club gialloblù. Si tratta di persone che da molti anni non andavano allo stadio a seguire il club, tra questi anche un anziano di 70 anni. Il primo ad essere aggredito è stato preso di mira con l'asta di una bandiera.

"La partita di domenica non è stata gestita alla bell'è meglio - ha comunque assicurato il questore di Venezia - bensì nei minimi dettagli e soprattutto in collaborazione con la questura di Parma. Come sapete abbiamo gestito gli arrivi, organizzando anche sulla base dell'esperienza del match col Padova l'arrivo al parcheggio dell'Expo. Raggiungendo Sant'Elena via acqua. I gruppi di tifoseria organizzata hanno fatto così. Da questo punto di vista è andata bene. Venezia l'hanno attraversata piccolissimi gruppi di tifosi 'normali'. Non abbiamo avuto alcuna segnalazione di gruppi organizzati dalle pattuglie in vigilanza in città, né tantomeno dalle pattuglie predisposte per l'attività di ordine pubblico. Sul fronte delle indagini abbiamo immediatamente estrapolato tutti i filmati relativi alle zone dove sono stati segnalati questi episodi violenti, tentando di ricostruirne anche gli itinerari seguiti".

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