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Airbnb esploso in pochi anni a Venezia: "Con l'imposta fino a 3,8 milioni al Comune"

Studio del professor Van Der Borg di Ca' Foscari. Oltre 7mila strutture in provincia affittate tramite il colosso web. In città sono oltre 27mila posti letto. Numeri in crescita

Sempre più Airbnb a Venezia. La piattaforma online alla conquista della provincia, e in particolare del capoluogo, grazie a un sistema che sembra essere conveniente sia per i proprietari che per i turisti. Il sito nasce infatti per mettere in contatto "persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati". Solo che con numeri del genere - di fatto una seria concorrenza al settore alberghiero - va trovato urgentemente un accordo tra la piattaforma ed il Comune per far emergere il nero e generare nuove risorse per l'amministrazione.

Nell'area metropolitana - riporta La Nuova Venezia - sono 7.150 le strutture che aderiscono al sito, il 50% di tutte quelle venete. Nel territorio del comune di Venezia sono 2.440, aumentate vertiginosamente nel giro di 5 anni (anche se la cresita è rallentata negli ultimi 12 mesi): nel 2012 erano appena 159. E anche nel settore extra alberghiero i prezzi del capoluogo restano i più alti: 190,5 euro al giorno per un appartamento, 90 per stanze private, 47 euro per una stanza condivisa. I dati emergono da una ricerca appena conclusa del professor Jan Van der Borg, docente di Economia del Turismo all'università Ca' Foscari. Numeri che potranno servire all'amministrazione proprio per capire come muoversi nei confronti del colosso web.

Il fatturato potenziale annuo per il territorio veneziano generabile dalle strutture Airbnb è di 743 milioni. I posti letto disponibili sono 27.648. Basterebbe la tariffa minima prevista dall'imposta di soggiorno del Comune di Venezia (2 euro al giorno) per far confluire nelle casse comunali una cifra tra 1,35 e 3,8 milioni di euro all'anno, a seconda del tasso di occupazione. C'è infine il capitolo delle località balneari. Anche queste fanno gola ai turisti: a Jesolo sono disponibili 328 strutture, a San Michele al Tagliamento 222, a Caorle 193, a Chioggia 186, a Cavallino-Treporti 118 e a Eraclea 56. Un giro d'affari enorme, che con ogni probabilità andrà maggiormente regolamentato nei prossimi tempi.

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