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A dieci anni dall'alluvione Mestre resta a rischio: "Possibile che succeda ancora"

Terraferma in ginocchio nel settembre 2007. Una serie di opere realizzate, altre mancano. E se dovesse cadere di nuovo una tale quantità di acqua sarebbe ancora un disastro

Dieci anni più tardi l'allarme non è cessato. A Mestre se la ricordano tutti l'alluvione del 26 settembre 2007, quando la città fu letteralmente sommersa dall'acqua, con abitazioni, macchine e persone completamente a mollo. Ora il Consorzio di bonifica acque risorgive riporta l'attenzione su un evento che, anche se eccezionale, potrebbe ripetersi. Perché il rischio idraulico è presente e, secondo gli esperti, non del tutto eliminabile. Al limite lo si può arginare. Lo riporta la stampa locale.

Quel giorno scesero circa 25 centimetri di pioggia in 24 ore, ovvero quasi un quarto delle precipitazioni che normalmente si registrano in un anno. Le conseguenze furono disastrose. Strade completamente allagate, garage e piani terra delle abitazioni invasi dall'acqua. Danni per decine di milioni di euro. Le situazioni peggiori si verificarono a Marghera, Favaro, Gazzera, Carpenedo.

Da allora, comunque - secondo il commissario governativo per la gestione dell'emergenza Marino Carraro - molto è stato fatto. In seguito all'alluvione furono indicate come necessarie 109 opere per una spesa di 126 milioni di euro: 30 di competenza del Comune e di Veritas e 79 ad Acque Risorgive. Di queste ultime ne sono state completate 64 (32 milioni di euro), in particolare il potenziamento e l'ammodernamento delle idrovore (con particolare attenzione a Tessera) e i nuovi collegamenti tra canali. Manca, ad esempio, la riqualificazione dell'Osellino.

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