Cronaca Marghera

Allarme dai lavoratori: si respira ancora polvere killer all'Alcoa di Fusina

Dopo le irregolarità rilevate dallo Spisal, gli operatori del laminatoio veneziano dimostrano, in un esposto alla Procura, la presenza di amianto, nonostante le 88 tonnellate già smaltite

Ne sono già state smaltite 88 tonnellate, eppure all’Alcoa di Fusina, il laminatoio appartenente alla multinazionale americana dell'allumino, sembra persistere dell’amianto che, disperdendosi negli ambienti di lavoro, reca grave danno alla salute degli addetti presenti. Questa la denuncia contenuta in un esposto che presentato ieri alla Procura della Repubblica di Venezia da parte di un gruppo di operatori del laminatoio veneziano. Qui i morti per l’esposizione all’amianto sono già stati 22.

A corredare l’esposto, una serie di fotografie che intendono dar forza alle accuse: in una si vedrebbero, ad esempio, dei lavoratori, privi di protezioni, usare l’aria compressa, sollevando polveri d’amianto, in un’altra un grande ventilatore, attivo in un reparto aziendale in cui sono ancora presenti le polveri killer. Foto che catturano e rendono immortale una situazione che ha raccolto, proprio nella morte di semplici lavoratori, la propria forza divulgativa, altisonante.

L’esposto segue la denuncia, lanciata giusto qualche settimana fa ai magistrati dagli ispettori dello Spisal dell’Asl 12, di alcune irregolarità nello smaltimento delle fibre d’amianto ancora presenti nello stabilimento veneziano dell’Alcoa.
Dalle visite sanitarie di controllo, promosse dall’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), risulta, inoltre, che ben l’80% dei 40 lavoratori sottoposti volontariamente alla visita presenta placche pleuriche e noduli polmonari relazionabili all’esposizione all’amianto. L’Ona ha organizzato per il prossimo lunedì, alle ore 16, un convegno presso Villa dei Leoni a Mira, nel corso del quale verranno discusse le problematiche sollevate nell’esposto dei lavoratori dell’Alcoa di Fusina.

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