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Cronaca

Truffa dell'sms civetta: pensionato di Mestre "alleggerito" di 60 mila euro

Protagonista un anziano di 74 anni che ha seguito quelle che reputava le indicazioni della propria banca. Ma si trattava di un piano orchestrato da abili delinquenti

Cambia la banca ma la truffa resta la stessa. Un finto sms, un finto allarme-sicurezza, una chiamata da un finto operatore dell’istituto di credito. Tutto finto, insomma, tranne l’importo rubato all’ignaro correntista vittima del raggiro che purtroppo è più che reale. In questo caso, stiamo parlando di circa 60 mila euro.  

La truffa dell’sms/civetta - che sta prosciugando i conti di decine di persone in tutta Italia - non accenna ad arrestarsi come può testimoniare l’ufficio legale dell’Adico che ha avviato negli ultimi due anni circa 300 persone. L’ultimo caso in ordine di tempo seguito dall’associazione coinvolge un pensionato mestrino, classe 1948, protagonista, suo malgrado, di un vero e proprio furto attuato da malviventi abili e senza scrupoli.

Il pensionato riceve un messaggio sul telefono cellulare e il mittente è, all’apparenza, la sua banca. L’ sms - archiviato nella stessa cartella dove si trovano i veri messaggi inviati dall’istituto di credito ai correntisti - avverte l’uomo che la banca ha limitato la sua carta conto per la mancata verifica della sicurezza web e lo invita a cliccare uno specifico link. Una volta compiuta l’operazione, l’anziano si trova in un sito che richiama in tutto e per tutto quello della banca. A questo punto, viene informato della buona riuscita dell’operazione e viene contattato attraverso il numero verde dell’istituto, da un sedicente operatore che lo informa della necessità di disinstallare e poi installare una particolare app per rafforzare il sistema di sicurezza. L’uomo segue le indicazioni e il giorno dopo viene ricontattato dallo stesso operatore che gli chiede dati teoricamente utili all’aggiornamento dell’applicazione. È l’atto finale della truffa. Dopo alcuni giorni, l’uomo si rende infatti conto dell’avvenuta emissione di due bonifici del valore complessivo di circa 60 mila euro e, ovviamente, si dispera. Successivamente presenta denuncia ai carabinieri e chiede assistenza all’Adico. 

«Come abbiamo più volte detto parlando di questa truffa diffusa in tutta Italia e capace di coinvolgere persone di ogni genere, età e professione - specifica Carlo Garofolini, presidente dell’Adico - non riusciamo davvero a capire come sia strutturata. Questo, d’altra parte, non è compito nostro ma della polizia postale che in effetti sta indagando da tempo tanto da individuare alcuni truffatori che però hanno con ogni evidenza innumerevoli emulatori».

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