L'Arsenale conteso, Orsoni in trincea contro la Marina e la Difesa

Il sindaco di Venezia, scoperto che il ministero intende affidare alcune aree a privati, torna a chiedere la restituzione degli spazi al Comune

Giorgio Orsoni affila le armi e si prepara alla carica. A incrociare le spade con il sindaco di Venezia, questa volta, sarà addirittura la Marina militare italiana, il terreno di scontro, nonché oggetto del contendere, è sempre lo stesso: l'Arsenale. L'antica struttura navale continua infatti ad essere perno centrale di una feroce disputa tra Stato e Comune e, dopo che il primo cittadino della laguna ha sentito come il ministero della Difesa intenda affidare a privati la gestione di alcune aree e padiglioni, una nuova battaglia campale era inevitabile.

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SOVRANITÀ A METÀ – La questione fondamentale è la stessa che, come riporta il Gazzettino, era già venuta a galla durante le prime schermaglie di agosto. La legge italiana affida la titolarità dell'Arsenale a Ca' Farsetti, ma essendo un sito di interesse militare esistono tutta una serie di limitazioni per permettere le attività di Marina. Il tutto si traduce in alcune aree del complesso sotto il controllo del ministero della Difesa, come i padiglioni delle navi del Museo storico navale e l’area del sottomarino "Dandolo". Il museo, unico in città a non essere sotto il controllo del Comune o del Mibac, era proprio il motivo dei primi screzi, ad agosto. Le ragioni sono sempre le stesse: se il ministero per 100mila euro all'anno affida a privati, ovvero alla società Difesa Servizi Spa, alcune aree dell'Arsenale è chiaro che queste zone non hanno interesse militare e vanno quindi restituite al Comune. Così scrive infatti Orsoni in una lettera di fuoco diretta a Roma, ma il sindaco non si limita a qualche riga generica: nella sua dichiarazione di guerra, infatti, chiede di consegnare immediatamente al Comune le aree di cui la Marina vuol affidare la gestione a privati, annullare la convenzione con Difesa Servizi Spa e il successivo bando. Se le richieste del sindaco non saranno accolte, minaccia la lettera, si procederà con azioni legali e istituzionali. Le ostilità, insomma, sono iniziate e non si faranno prigionieri.

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