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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Lido

Migranti, attori e registi marciano "scalzi" alla Mostra del cinema

Da Lucia Annunziata a Roberto Saviano, da Toni Servillo a Giusi Nicolini, tanti firmano l'appello e sfilano al Lido: "Per accogliere chi fugge dalla povertà"

"Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi": questa la prima frase dell'appello a sostegno dei migranti, che è stato lanciato da tante donne e uomini del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica. L'invito è quello a togliere le scarpe e a camminare per esprimere solidarietà verso chi "ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere". Una manifestazione che prenderà vita l'11 settembre alle 17 da piazza Santa Maria Elisabetta al Lido di Venezia e proseguirà fino al cuore della Mostra internazionale di arte cinematografica.

I firmatari dell'appello invitato tutti a fare lo stesso in altre città dell'Italia e dell'Europa: camminare scalzi è un modo per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali. Prima di tutto che ci sia certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature, che ci sia accoglienza degna e rispettosa per tutti, che vengano chiusi e smantellati tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti e che venga creato un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino. "Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà - si legge nell'appello - significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione delle ricchezze".

Alla manifestazione hanno già aderito in tanti: i registi Marco Bellocchio, Andrea Segre e Daniele Vicari, gli attori come Valerio Mastandrea, Toni Servillo, Elio Germano, Ascanio Celestini e Jasmine Trinca, i sacerdoti come il presidente della comunità di Capodarco don Vinicio Albanesi, don Albino Bizzotto e don Armando Zappolini. L'evento è organizzato dal parlamentare di Sel Giulio Marcon, dagli stessi Segre e Celestini e dal sociologo Gianfranco Bettin. Per adesioni basta scrivere una mail a donneuominiscalzi@gmail.com.

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