Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Baita tira in ballo Gianni Letta: "Punto di riferimento del Cvn"

L'ex sottosegretario del governo Berlusconi viene tirato in ballo dall'ex ad della Mantovani. La difesa: "Nessuna richiesta di soldi, nessun reato"

Gianni Letta (©TM News Infophoto)

Nelle carte dell'inchiesta è tutto un ribollire di nomi. Di incontri. Di appuntamenti. Tra questi alcuni sono indagati, altri invece no. Ma serve per capire come con pazienza l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova intendesse tessere la sua tela di relazioni istituzionali. Uno dei nomi più pesanti che l'ex amministratore delegato della Mantovani Piergiorgio Baita fa durante i suoi colloqui con i magistrati, come riportano anche i quotidiani locali, è quello di Gianni Letta. Uomo forte del centro-destra e consigliere di Silvio Berlusconi. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, che non è indagato, sarebbe stato "il riferimento politico del Consorzio - afferma Baita - Una sorta di direttore del traffico. Dava a Mazzacurati le indicazioni da chi andare". Nessuna richiesta di soldi, racconterebbe l'ex ad di Mantovani, ma "richieste di altro tipo".  

Dal canto suo Gianni Letta allontana da sé ogni sospetto: "Ci vuole proprio molta fantasia per trasformare un normale e doveroso "contatto istituzionale" in una richiesta o, peggio, in un versamento, e inventare così una "favola" come quella attribuita alla Signora Minutillo. E non basta che lo stesso Baita in qualche modo precisi o smentisca, sia pure con fatica: meglio raccontarla quella "favola" - dichiara l'ex sottosegrerario in una nota - Ma come si fa a smentire una favola? Basta dire che non c'è nulla di vero? E che è tutta una fandonia? Di certo, c'è solo che, nella realtà, non esistono né richieste né versamenti. Non sono mai esistiti, mai pensati e neppure immaginati. Per fortuna non sono io a doverlo dire, dal momento che prima di me, l'ha scritto con chiarezza il gip di Venezia. A pagina 499 dell'ordinanza sul caso Mose - conclude - riconosce esplicitamente che quei contatti sono "del tutto privi di rilievo penale, non risultando alcun tipo di richiesta, ma risultando esclusivamente un interessamento rispetto a un importante opera quale il Mose, rientrante nella fisiologia dei rapporti politico-istituzionali"".

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