Bimbo disabile escluso dal nido: "Un crimine". Il Comune: "Non lasciamo indietro nessuno"

L'assessore Romor assicura: "Troveremo una soluzione insieme alla famiglia". Ma i sindacati attaccano: "Situazione grave, da tempo denunciamo i disservizi negli asili veneziani"

"Il nostro obiettivo è di non lasciare indietro nessuno, tanto più chi è in difficoltà": così commenta l'assessore alle Politiche educative, Paolo Romor, la vicenda del mancato inserimento in un asilo nido di Castello di un bambino disabile a causa dell'assenza di un insegnante di sostegno. "L'amministrazione risponderà - spiega - trovando soluzioni a favore delle famiglie. Dimostreremo il nostro impegno e la volontà di risolvere i problemi, nonostante le pesanti difficoltà ereditate in campo economico, organizzativo e sociale". Romor annuncia nello specifico che nei prossimi giorni "sarà trovata, con l'accordo della famiglia, la migliore soluzione nell'interesse del minore".

Non basta però per calmare la bufera che si è scatenata intorno all'episodio, anche perché da tempo sindacati e forze politiche di opposizione denunciano il rischio di disservizi negli asili nido veneziani. "Quanto avvenuto è gravissimo - attaccano Daniele Giordano, segretario Fp Cgil Venezia e Federico Bozzanca, segretario nazionale Fp Cgil - La scelta di spostare un’educatrice ad altra scuola ha determinato l’esclusione di un bambino disabile. Questo dimostra che la gestione dei servizi educativi è in mano a dei criminali o a dei totali incapaci".

"Risulterebbe che la direzione servizi educativi abbia spostato l’educatrice pur sapendo che il primo bambino in graduatoria è un bambino con disabilità e che quindi avrebbe dovuto poi avere un’assistenza nel rapporto uno ad uno. Continua la logica da contabili che mira a far quadrare i conti degli spostamenti contro il buon senso ma soprattutto contro la dignità dei piccoli".

Per i sindacati si sta assistendo ad una "deliberata discriminazione, quando la scuola pubblica dovrebbe essere un luogo di accoglienza e sostegno proprio per chi ha maggiori difficoltà. Per queste ragioni, se il sindaco Brugnaro non interverrà immediatamente denunceremo a tutti gli organismi nazionali e internazionali il Comune per discriminazione affinché siano garantiti civili anche a Venezia e per evitare che quanto accaduto possa ripetersi".

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