Cronaca Tessera / SS14, 63

La Berti rinasce, Zaia in visita. "La più bella storia di nuova economia veneta"

Martedì a Tessera le maggiori cariche istituzionali della regione. L'azienda è un esempio di come si può ripartire dalle professionalità: i lavoratori sono diventati soci e hanno riaperto

"Una delle aziende e una delle esperienze più belle che ho seguito": così Elena Donazzan, assessore al Lavoro della Regione Veneto, riassume la storia della Berti, azienda con sede a Tessera che è letteralmente rinata dalle proprie ceneri prima di tutto grazie alla determinazione dei lavoratori. Si sono rimboccati le maniche e hanno ripreso a fare ciò che sanno: produrre serramenti in vetro. Così lo storico marchio è tornato a nuova vita dopo il fallimento dell'omonima azienda nata nel 1962, e gli ex dipendenti della ditta ne sono ora diventati soci costituendosi in cooperativa. "Ditelo chiaro - ha chiosato il presidente del Veneto, Luca Zaia - questi lavoratori hanno messo i loro soldi per poter continuare a lavorare. Hanno avuto coraggio".

L'assessore ha ripercorso le fasi della vertenza: "Questa è un'azienda che aveva ancora dei clienti, c'era gente che ci credeva - racconta la Donazzan, in visita allo stabilimento martedì al fianco di Zaia - C'erano problemi finanziari gravi, ma anche speranza. E dai lavoratori non c'è mai stata una parola negativa sulla vecchia proprietà: si è rispettato il dolore di chi perde un'azienda, un'impresa che ha una storia familiare e che è incappata in difficoltà troppo grandi". Una storia con un lieto fine, anche grazie al sostegno di Legacoop Veneto, dei sindacati (specie della Filctem-Cgil) e degli investitori istituzionali. Tutti insieme hanno reso possibile il riavvio dell'attività nello stabilimento di via Triestina 163: "Perché se da soli si fa prima - ha continuato Zaia  - insieme si fa più strada, quindi il mio ringraziamento alle coop e alla Cgil". A portare i saluti del Comune, l'assessore Simone Venturini.

Si tratta di una storia di "sparanza" che ricalca un tipo di percorso che ha rilanciato altre aziende in difficoltà in Veneto (anche nel  Veneziano), le quali ora stanno cercando di uscire dalle sabbie mobili di una crisi che per alcuni non ha mai smesso di mordere. In questo modo, costituendosi in cooperativa, i 22 lavoratori rimasti in trincea cercano di non disperdere un patrimonio di conoscenze e di professionalità ai massimi livelli. La competenza non si discute: le difficoltà economiche dell'azienda (come di tante altre nel Veneziano) non sono state causate da bassa qualità, bensì da altri fattori.

"Questo è un modello da replicare che noi vogliamo sostenere - ha dichiarato il presidente della Regione - il nostro modello produttivo è vincente. L'80% delle nostre imprese ha meno di 15 dipendenti. La verità è che la sfida imprenditoriale non viene vissuta dal titolare, ma anche dai lavoratori. Qui 22 lavoratori ci hanno messo del proprio, il rischio personale. Sono di fatto diventati imprenditori di se stessi.. Questi lavoratori ci hanno messo del proprio per poter continuare a lavorare. Lo dico in una Regione che, nonostante siamo i più bassi in Italia per disoccupazione, ogni giorno abbiamo 170mila persone che cercano lavoro. Questa è una sfida della collettività. Noi ci siamo. Abbiamo una pratica in Veneto Sviluppo, ci muoveremo affinché sia presente nel capitale aziendale con i 200mila euro che ci avete chiesto. Perché da qui deve partire un nuovo modello imprenditoriale".

All'incontro di martedì hanno partecipato, oltre a Zaia e Donazzan, il presidente regionale di Legacoop, Adriano Rizzi, il presidente della cooperativa Berti, Attilio Pasqualetto, e il segretario provinciale Filctem-Cgil, Davide Stoppa, secondo cui "in anni di crisi che hanno visto continue chiusure di aziende storiche, riaprire una produzione storica come quella della Berti ci riempie di gioia. La tenacia dei lavoratori e della Filctem Cgil con il grande interessamento di Legacoop Veneto e di molti professionisti hanno portato a un risultato importante, restituendo un posto di lavooro a  22 lavoratori e dando speranza ad altri 20 loro ex colleghi di poter in guturo rientrare nella loro vecchia ditta". Sulla stessa lunghezza d'onda Adriano Rizzi, presidente Legacoop Veneto: "I casi di successo di workers buyout da noi accompagnati in Veneto dimostrano la capacità della cooperazione di fornire risposte nuove alla crisi - ha commentato - E' uno strumento di politiche ative per  il lavoro, alternativo a un ricorso assistenziale agli ammortizzatori sociali".

Raggiante, e non poteva essere altrimenti, il padrone di  casa Attilio Pasqualetto, presidente della coop Berti: "L'avvio della produzione è un passo significativo. C'è grande soddisfazione: oggi sono 13 i soci occupati, ma  le commesse in arrivo ci fanno dire che gli altri soci potrebberoo unirsi a noi già da inizio giugno. gli stimoli arrivati da clienti storici dell'azienda sono un riconoscimento importante alla nostra professionalità e si stanno traducendo in ordini per i prossimi mesi".

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