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Immagine d'archivio

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Concessionari furbetti, esplodono le denunce per vizi occulti nelle auto acquistate usate

Nel Veneziano, spiegano da Adico, c'è stato un incremento del 64% rispetto al 2015. I problemi taciuti dai rivenditori costringono ad esborsi superiori al costo del veicolo

D.C., impiegato di Spinea, ha acquistato a Piazzola sul Brenta una Chevrolet Kalos usata sborsando 1600 euro. Risultato? L’uomo ha dovuto sostituire la batteria, il riduttore e il sistema di distribuzione, spendendo 3500 euro. M.D. di Mestre ha comprato una Bmw a Legnaro lasciando un saldo di 15mila euro. Alla fine s’è accorta che la vettura aveva problemi con i cerchioni e con il controllo dinamico di trazione, in più il finestrino a una velocità superiore ai 70 chilometri cominciava a fischiare. Dopo pochi giorni ha scoperto anche un guasto al sistema di bloccaggio alla cintura posteriore.

E ancora M.M. di Mira ha preso da un concessionario romano una Renault Clio per la quale ha dovuto in seguito spendere 2mila e 400 euro per un cedimento interno del cambio. La Fiat Bravo acquistata a Monselice da un operaio veneziano ha richiesto l’esborso di ulteriori 4mila e 500 euro, avendo l’auto i freni e i semiassi compromessi. Sono questi solo alcuni eclatanti esempi dei casi "veneziani" seguiti dall’Adico nell’ambito delle auto usate. Un tema caldissimo già negli anni passati ma che nel 2016 sembra conoscere una vera e propria "esplosione". L'associazione da gennaio a settembre 2016 sta seguendo 56 soci, per lo più mestrini, che hanno denunciato vizi di varia natura con l’auto appena acquistata. In pratica, Adico quest’anno ha seguito più di un caso a settimana, con un dato in crescita del 64% rispetto al 2015, durante il quale l'ufficio legale aveva preso in carico 34 casi da gennaio a settembre e 54 nell’arco di tutto l’anno.

Oltre alla questione del tachimetro taroccato, i vizi occulti, non denunciati dal concessionario in fase di vendita, possono essere di tutti i tipi e spesso costringono l’acquirente a una spesa superiore a quella affrontata per acquistare la macchina. "Il boom del quest’ anno - commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico - è di sicuro legato al fatto che, dopo anni di grandi difficoltà, il mercato sia delle auto nuove che di quelle usate ha alzato la testa, anche se non arriveremo mai più ai livelli registrati a inizio del nuovo millennio. Con l’incremento delle vendite aumentano anche i problemi. Ricordiamo che il venditore deve garantire che l’auto che sta per vendere sia conforme alla descrizione fatta nel contratto e, ancora prima, nella fase di publicizzazione".

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