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Ritirare i libri dalle scuole? "Scelta strumentale, non spetta ai politici"

La segreteria comunale Pd contraria alla decisione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha eliminato le "favole arcobaleno" da asili e elementari

La polemica è nota: il neo sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, come promesso in  campagna elettorale, mercoledì ha annunciato che dalle scuole lagunari saranno ritirati i libriccini contenenti le cosiddette favole "arcobaleno", storielle illustrate per bambini che hanno lo scopo di contrastare le discriminazioni di genere. La decisione di Brugnaro però evidentemente non piace a tutti. A partire dal circolo Pd comunale, che con una nota diffusa giovedì e firmata da Maria Teresa Menotto invita a "leggere senza stereotipi".

"Quarantanove titoli di libri per bambine e bambini, di cui dieci destinati ai nidi/spazi cuccioli e trentanove alle scuole d’infanzia, diventano il tema di una pretestuosa crociata in nome della libertà di educazione delle famiglie veneziane - si spiega nel documento - Domandiamoci innanzitutto se debba essere compito della politica decidere quali libri possano essere letti o se tale scelta non debba essere lasciata agli esperti, insegnanti e psicopedagoghi. Domandiamoci se invece non spetti alla politica il compito di creare le condizioni per una educazione al rispetto, alla condivisone, all’inclusione e alla libertà".

"Cerchiamo anche di ripristinare un po’ di verità magari avendo sfogliato, letto e guardato i libri tanto contestati. Il progetto 'Leggere senza stereotipi', voluto nella amministrazione precedente da Camilla Seibezzi, doveva rispondere a due diversi obiettivi: l'attuazione dei principi di dignità ed uguaglianza a cominciare dalla prima infanzia, e l'investimento nella lettura come strumento utile per lo sviluppo di una cultura del rispetto delle differenze, per l’abbattimento degli stereotipi e delle discriminazioni a cominciare da quella della disabilità o del colore della pelle". Insomma, "un progetto pensato per agevolare fin dalla prima infanzia la diversità, senza imporre modelli precostituiti ma accompagnandoli nella narrazione di tutti gli aspetti della vita".

"Da una verifica dei famosi libri - continua la nota - solo quattro su quarantanove risulterebbero riferiti a temi relativi all’omosessualità. I libri aiutano a crescere, a riflettere, a capire e a trascorrere momenti piacevoli con chi te li legge, nel nostro paese si continua a protestare perché si legge poco, facciamo in modo che i bambini stiano meno davanti alla televisione o davanti a un computer. Facciamo che la politica sia di buon esempio, riconosca e trasmetta i valori della libertà dell’insegnamento".

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