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Ulss 13, cannocchiale microscopico per studiare patologia di vie biliari e pancreas

Si tratta di una strumentazione di ultima generazione, in forza al reparto di Chirurgia dell'Ospedale di Mirano. Funziona attraverso un tubicino inserito nella cavità orale

Letteralmente vuol dire cannocchiale. Ma è un microscopico spioncino che serve a visualizzare, con una maggiore definizione, il nostro apparato digerente. Parliamo dello Spyglass, una tecnologia di ultima generazione impiegata per lo studio delle vie biliari e pancreatiche, attualmente impiegata in pochi centri veneti, tra cui l’Ospedale di Mirano, dove ha debuttato proprio in questi giorni nel servizio di Endoscopia operativa del reparto di Chirurgia.

"Credo che tutti quanti, più o meno, abbiamo l’idea di come sia fatto un endoscopio - ha spiegato il responsabile del servizio Massimo De Bernardin - Semplificando parliamo di un tubo flessibile che viene inserito per via orale, permettendoci di raggiungere le parti da esplorare e, se si presenta la necessità, anche di intervenire operativamente, grazie alle micro pinze che possiede. Tutto fila liscio finché le parti da visionare non riguardano il distretto inesplorato delle vie biliari, molto stretto, che misura appena quattro millimetri e che, fino ad oggi poteva essere indagato solo mediante l’uso della radiografia, della tac o della risonanza".

Il nuovo strumento è un microendoscopio che viene inserito all’interno dell’endoscopio tradizionale. La visione diretta che si ottiene è ad alta definizione e consente di valutare l’integrità dell’albero biliare (il canale che si affaccia all’intestino), la presenza di eventuali calcoli o neoplasie. In caso di calcoli molto piccoli permette di scoprirne la presenza con successiva rimozione e in caso di calcoli molto grandi, rende fattibile la frammentazione degli stessi mediante una sonda laser in una sola seduta. Infine, in caso di lesioni neoplastiche dubbie la procedura permette di eseguire biopsie mirate attraverso una micropinza ottenendo diagnosi tempestive.

"Ci impegniamo - ha detto il direttore generale della Ulss 13, Giuseppe Dal Ben - a garantire le migliori prestazioni e, per farlo, fondamentale è l’aggiornamento professionale e tecnologico. Vogliamo stare al passo coi tempi perché va a tutto vantaggio dei nostri cittadini che possono così usufruire di cure qualitativamente elevate”.

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