menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Carcere, denuncia Cgil: "Detenute si feriscono per avere il ricovero, personale sottonumero"

Il sindacato parla di "situazione drammatica" nella struttura della Giudecca e dichiara lo stato di agitazione delle lavoratrici: "Vivono in uno stato di sconforto e abbandono"

Al carcere femminile della Giudecca i rischi per le dipendenti e per le donne rinchiuse sono all'ordine del giorno. Lo denuncia Cgil, che parla di "frequenti incidenti dovuti al fatto che le detenute, spesso incinta, si provocano abrasioni per ottenere un ricovero ospedaliero o un certificato di gravidanza a rischio per accelerare il differimento della pena". "Le conseguenze negative - spiegano Gianpietro Pegoraro, coordinatore Veneto polizia pentenziaria Fp Cgil, e Stefano Vanin della segreteria Regionale Fp Cgil - sono evidenti per il personale, che opera in continuo stato di allerta e in una situazione d'incertezza per la programmazione dei servizi, con ricadute anche nella vita privata e famigliare".

"Abbiamo più volte segnalato al ministro, al capo del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) e ai vari dirigenti la situazione drammatica in cui versa il personale femminile della casa reclusione di Venezia. Nonostante questo istituto penale sia considerato dall’amministrazione penitenziaria come il fiore all’occhiello per le tante attività che vi vengono svolte, dall’altra parte si assiste al depauperamento di personale di polizia penitenziaria. Risultano amministrate 87 unità, a fronte di un organico previsto di 107. Questo significa una riduzione notevole dei servizi ordinari". Per Pegoraro e Vanin si tratta di fattori che "gettano lo sconforto e il senso di abbandono tra il personale in servizio, ancor oggi è scioccato dal grave fatto accorso ad una poliziotta durante il proprio servizio".

"Siamo consapevoli - continuano - che le risorse di personale all’interno del distretto sono risicate, ma siamo altrettanto consapevoli che vi è stata una maldestra assegnazione di personale femminile fatta a livello centrale e questa sta penalizzando maggiormente la casa di reclusione di Venezia e altri istituti femminile del distretto del Triveneto". "Riteniamo - concludono - che il danno che è stato fatto nell’assegnare unità di polizia penitenziaria femminili in istituti maschili vada immediatamente riparato da parte dell'amministrazione penitenziaria: un primo passo sarebbe quello di far rientrare le unità di polizia penitenziaria poste in distacco; e rivedere tutte quelle situazioni di distacco poste da anni ma mai verificate".

Visto tutto questo, il sindacato ha quindi dichiarato lo stato di agitazione del personale di penitenziaria femminile del carcere veneziano. Cgil si dice pronta a "trovare le soluzioni più idonee al raffreddamento del conflitto. Viceversa, se entro giorni 8 non saremo convocati dal provveditore, ci vedremo costretti a mettere in atto tutte le forme di protesta legalmente riconosciute".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'assist del comandante: «Sì alle uscite nel rispetto delle regole»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento