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Ore contate per il Maxì a Oriago? Anche il Comune di Venezia si schiera per salvarlo

L'assessore al Commercio Vanna Baldan con l'amministrazione veneziana si sta attivando per promuovere un incontro con l'azienda sulla questione della chiusura del supermercato

Il destino del supermercato Maxì Family a Oriago sembra appeso a un filo, così come quello dei lavoratori che da anni sono impiegati nel punto vendita, 10 addetti che temono, assieme alle istituzioni locali, lo sgretolarsi di uno dei simboli della comunità della Riviera, quel negozio di vicinato rimasto per decenni punto di riferimento in via Lomellina, e che ora rischia la chiusura.

Incontro fra istituzioni e azienda il 13

Accanto all'amministrazione mirese, con l'assessore al Commercio, Vanna Baldan, in prima fila, si schiera anche il Comune di Venezia. Da qualche giorno è partita una richiesta d'incontro ai vertici aziendali sulla questione della cessazione dell'attività del punto vendita, collocato al confine tra i comuni di Mira e Venezia. L'appuntamento è fissato per mercoledi 13 giugno. Al tavolo si proverà a sbrogliare la vicenda, dopo l'incontro già avvenuto fra il sindaco Dori e la proprietà, in cui il primo cittadino rivierasco ha descritto la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro locali, e l'inevitabile ricaduta sulle 10 famiglie. In allerta anche i cittadini del posto, che temono di perdere la comodità del negozio sotto casa, ma anche uno storico punto d'incontro. "Confido in una soluzione di compromesso - ha detto l'assessore Baldan - che tuteli gli interessi dei lavoratori, delle famiglie e del territorio".

Il sindacato

"Già l'anno scorso - afferma Caterina Boato del sindacato Filcams Cgil Venezia - avevamo fatto presente all'azienda che la gestione della politica commerciale non ci stava convincendo a Oriago, anche per via dei segnali che avevamo colto da parte dei lavoratori e di alcuni clienti. Ma i vertici ci avevano rassicurato. Contesteremo la riduzione degli introiti che avrebbe lamentato l'azienda, perché con le parti sociali non si è mai voluta confrontare - dice Boato -. Quest'anno, pochi giorni fa, siamo venuti a sapere dagli addetti che l'azienda si è presentata in negozio per aprire la procedura di mobilità per i dipendenti. In pratica si parla di licenziamenti dall'oggi al domani. Una doccia fredda. Incontreremo - precisa Boato - l'azienda il prossimo 11 giugno a Treviso per trovare un punto d'incontro sulla vertenza. In particolare sembra ci sia un'apertura sulla soluzione del trasferimento dei lavoratori verso altri punti vendita del territorio. Ma staremo a vedere. Per ora non c'è nulla di garantito. Sappiamo che il quartiere si è messo in moto spontaneamente con una petizione per bloccare la chiusura del supermercato, e che i commercianti vicini temono la scomparsa del Maxì, che li potrebbe danneggiare".

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