Cronaca

Orario cadenzato, la rabbia dei pendolari in corteo fino in Regione

I manifestanti martedì pomeriggio sono partiti dalla stazione di Santa Lucia per protestare contro la riorganizzazione del traffico ferroviario

Proteste lunedì, corteo martedì. L'orario cadenzato regionale dei treni non va giù ai pendolari. Lunedì "Pendolaria", la giornata nazionale dedicata da Legambiente a chi deve prendere il treno ogni giorno. Per questo di prima mattina i manifestanti sono saliti a bordo del loro "regionale" delle sette e mezza mettendo tutti insieme poi piede a Mestre. Esprimendo tutto il proprio disappunto.

Martedì, invece, la protesta si è spostata in laguna. Il comitato dei pendolari di Quarto d'Altino ha infatti organizzato un corteo fino alla Regione che ha potuto contare sulla partecipazione anche di molti sindaci dei comuni del Veneziano che si trovano penalizzati dal nuovo orario ferroviario (che entrerà in vigore il 15 dicembre). Con la fascia tricolore hanno sfilato tra i cittadini i sindaci di Mirano, Salzano, Spinea, Quarto d'Altino, Portogruaro, Meolo e Ceggia.

Tanti gli striscioni e gli sfottò contro la Giunta di Palazzo Balbi (oltre che contro Trenitalia). Inevitabilmente nel mirino finisce l'assessore ai Trasporti Renato Chisso, invitato da alcuni manifestanti a dimettersi, cui è stata consegnata una lettera in cui si chiedono di apportare correzioni all'orario cadenzato firmata da tredici primi cittadini del territorio.

“Avevamo già sistemato molte delle questioni e delle criticità sollevate dagli utenti - ha spiegato l'assessore Chisso, che ha ricevuto una delegazione dei manifestanti (sindaci compresi) - Entro il 9 dicembre vedremo di sistemare gli inconvenienti che restano. Per le domeniche sappiamo che possono esserci problemi e vedremo di trovare le risposte possibili. In ogni caso, ci sarà tempo anche dopo l’entrata in vigore del servizio cadenzato per fare ulteriori verifiche, valutare problematiche e provvedere ad aggiustamenti. Rimaniamo in ascolto delle criticità concrete – ha detto ancora Chisso – perché vogliamo dare una risposta reale a chi usa il treno quotidianamente. Non mi interessano invece le proteste di quanti criticano il cadenzamento per crearsi notorietà politica".

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