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Grandi Navi, Venezia l'unico porto italiano alle prese col segno meno

Secondo Bankitalia nel 2015 le crociere in laguna sono calate del 12,4%. Alessandra Moretti (Pd) appoggia il progetto del sindaco Brugnaro

Non passa giorno senza dati se non allarmanti perlomeno preoccupanti sul fronte delle grandi navi. Un settore che, come ripetuto a più riprese dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal presidente della Regione, Luca Zaia, assicura 5mila posti di lavoro. Occupazione garantita dal flusso delle imbarcazioni da crociera, che però nel 2016 potrebbe affievolirsi in maniera sensibile. Se mercoledì l'amministratore delegato di Msc ha dichiarato come durante il prossimo anno la mole di passeggeri della compagnia che interesseranno Venezia sarà tagliato del 40%, il giorno seguente è il direttore della sede veneziana della Banca d'Italia, Maurizio Trifilidis, a prospettare scenari piuttosto grigi per il settore: "Quello che danneggia il sistema è la lunghezza del dibattito - ha spiegato - I crocieristi hanno bisogno di programmare e il perdurare dell'incertezza rende difficile questo. In questo periodo in cui la preoccupazione principale è quello dell'occupazione è impossibile rinunciare a diecimila posti di lavoro".

Secondo il direttore l'unico porto italiano interessato da rotte crocieristiche a mostrare il segno "meno" nel 2015 è stato proprio quello veneziano: limitatamente alle grandi navi in questi mesi si sarebbe perso il 12,4% del traffico, quando gli altri punti di riferimento nazionali avrebbero tutti macinato dati positivi. Un segnale (l'ennesimo) che dimostra come la situazione di stallo che continua da anni sulla via alternativa alla Marittima e sui limiti posti alle imbarcazioni di fronte a San Marco non può che nuocere al tessuto economico veneziano. Secondo il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, queste notizie "sono una sconfitta per tutti". "L'attività crocieristica del Porto di Venezia è diminuita del 12,4 per cento in controtendenza rispetto ai principali porti nazionali - si legge nel rapporto ufficiale di Bankitalia - La contrazione sarebbe, almeno in parte, da attribuire all’incertezza degli operatori sulle possibilità di accesso al porto che ne condiziona la programmazione, nonostante il TAR del Veneto abbia annullato già a gennaio le limitazioni al traffico imposte alla fine dello scorso anno".

Grido d'allarme che viene raccolto anche dalla consigliera regionale del Partito Democratico, Alessandra Moretti, che appoggia il progetto "partorito" dal sindaco Luigi Brugnaro e dal presidente del Porto, Paolo Costa: "La decisione di MSC Crociere di ridurre drasticamente del 40% la presenza di passeggeri a Venezia nel 2016 è la conseguenza di una politica che fin qui si è dimostrata miope e troppo esposta ad annunci estemporanei - ha dichiarato la capogruppo in Consiglio regionale - Non si è fatto altro che tergiversare, decidendo di non decidere. La politica non può avere timore di scegliere la strategia da seguire ma deve avere una visione e non può farsi ricattare da una minoranza rumorosa che agita paure. Programmazione, responsabilità e controllo: sono queste le parole chiave per realizzare le grandi opere di cui il Paese ha bisogno. Rinunciare significa darla vinta agli interessi particolari, invece è al bene comune che dobbiamo guardare". Per Moretti, "siamo giunti a una situazione inquietante, surrogata da una profonda incertezza normativa che mette in crisi un settore strategico per l'economia di tutto l'Adriatico e il Mediterraneo Orientale. Un progetto concreto esiste ed è il "Nuovo Tresse" presentato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal presidente di APV, Paolo Costa: credo sia questa la soluzione migliore per mettere fine a questa imbarazzante impasse, con un 'passaggio' alternativo che, in tempi e costi certi, riesce a coniugare l'esigenza di liberare Venezia dal passaggio delle crociere nel Canale della Giudecca e tutelare l'indotto occupazionale".
 

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