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Botta e risposta sul deposito Gnl a Marghera: "Laguna a rischio", "No, tutto in sicurezza"

Italia Nostra in una nota ha espresso preoccupazione per le "navi-bomba" che raggiungeranno il sito industriale. La replica di Venice Lng: "Non ci saranno problemi"

Il progetto di stoccaggio a Marghera di 32 mila metri cubi di gas naturale liquefatto preoccupa la sezione veneziana di Italia Nostra, secondo cui si rischia di trasformare la laguna in una "pericolosissima bomba esplosiva e infiammabile". La presidentessa Lidia Fersuoch riporta le parole del divulgatore scientifico Piero Angela, che nel suo libro dedicato alle fonti di energia ipotizza uno scenario apocalittico in caso di incidente: "Una grande nave metaniera che trasporta gas liquefatto a bassissima temperatura contiene un potenziale energetico enorme. Se dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas, quest'ultimo, a contatto con l’acqua, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una nube. Questa nube potrebbe viaggiare, spinta dal vento, verso la terraferma. Se questa miscela gassosa investisse una città, qualsiasi scintilla la farebbe esplodere. La potenza liberata in una o più esplosioni avrebbe una conseguenza distruttiva enorme", con migliaia di morti e le sostanze cancerogene sviluppate dagli incendi che ricadrebbero su aree vastissime. Uno scenario apocalittico.

Transiti nel trafficato canale dei Petroli

In realtà l'esempio di Angela fa riferimento ad una nave che trasporti 125 mila metri cubi di gas, quattro volte la capacità del futuro serbatoio di Marghera. Ma, aggiunge Fersuoch, nel nostro caso l'incidente avverrebbe "dentro la laguna di Venezia, in un’area dove scintille o torce attive non mancano e dove ci sono depositi di benzina e gasoli. E le navi-bomba cariche di gas dove transiterebbero? Per il trafficatissimo canale dei Petroli, assieme a gasiere, chimichiere e, in futuro, croceristi". "Ricordiamoci della Legge speciale - conclude - che prevedeva l’estromissione del traffico petrolifero dalla laguna. Invece di dare attuazione alla legge, lettera morta da 45 anni, ci stiamo portando a casa un rischio ben maggiore. Che cosa dicono i cittadini, potenziali vittime di un tale apocalittico incidente?".

Venice Lng: "Tutto in sicurezza"

Non si è fatta attendere la replica di Venice Lng, la società che investirà 100 milioni di euro per costruire il deposito di gas naturale liquefatto a Porto Marghera: "Non c'è nessun pericolo per la laguna - si sottolinea in una nota - questa tecnologia è tra le più sicure al mondo. I risultati degli studi confermano la piena compatibilità territoriale del deposito con le aree circostanti ed escludono categoricamente la possibilità che uno scenario come quello paventato". Si concentra l'attenzione sulle dimensioni delle navi, sensibilmente più piccole, e sul loro essere "a prova di sversamento". "Una volta realizzato il deposito sarà sottoposto a una rigida procedura volta alla minimizzazione dei rischi, al monitoraggio costante della sua operatività e alla gestione della sicurezza - continua la nota - le gasiere moderne sono progettate per resistere a sollecitazioni estreme. Anche in casi limite, quali urto con scogli e tempeste oceaniche, nella storia del Gnl non si è mai verificato uno sversamento significativo da nave, né a maggior ragione uno come quello citato dalla presidente Fersuoch".

Bettin: "Seguiremo l'iter passo passo"

A seguito delle preoccupazioni presentate da Italia Nostra, il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, ha specificato che "seguiremo passo per passo l’iter nelle sedi in cui avverrà, a cominciare dal ministero dell’Ambiente. Tutto il percorso - ha detto - va subordinato al principio di precauzione, tanto più in presenza di potenziali rischi, e va verificato in base alle normative esistenti, compresa la legge speciale per Venezia. È già prevista nelle prossime settimane una presentazione del progetto e l’analisi di ogni implicazione, a cominciare da quella dei rischi, alla popolazione interessata".

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