Siccità

Emergenza idrica, preoccupazione per l’estate

Il Consorzio Acque Risorgive ha convocato i sindaci per esporre le iniziative in corso e quelle a lungo termine. Armelao chiude le fontane a Chioggia

La scarsità di piogge e la poca neve caduta durante l’inverno rendono ancora più critica la carenza di acqua che si era già manifestata in tutta la sua gravità la scorsa estate. Ora gli occhi sono puntati sulla crisi idrica, che il governatore Zaia ha dichiarato a livello regionale già il 14 marzo. Mentre ieri, 5 aprile, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha convocato a Mirano la consulta dei sindaci, presieduta da Davide Bortolato, sindaco di Mogliano Veneto, con la partecipazione di molti amministratori dei 52 Comuni coinvolti. Presenti anche gli esponenti delle principali associazioni di categoria degli agricoltori, oltre al presidente del Consorzio, Francesco Cazzaro.

La situazione è stata illustrata dal direttore del Consorzio, Carlo Bendoricchio, assieme al collega Carlo Casoni. L'ente è pronto a predisporre un piano di turnazione dell’irrigazione di soccorso, costruito attraverso le informazioni raccolte tramite una piattaforma apposita (Irriframe) alla quale possono accedere gli agricoltori, così da massimizzare l’efficacia nella distribuzione. Questo fino a quando sarà possibile e l'acqua ci sarà. Si discute anche di alcune situazioni osservate di moria dei pesci: «Monitoriamo il fenomeno - spiega Acque Risorgive - intervenendo, al fianco delle amministrazioni comunali e delle associazioni, con il prelievo del pesce per trasferirlo in tratti di canale con maggiore disponibilità d’acqua».

Al di là dei pochi interventi possibili a breve termine, il Consorzio ragiona sulle soluzioni a lungo termine. Ad esempio, pensando al riutilizzo delle acque reflue in agricoltura. L’acqua, una volta depurata, anziché finire in laguna può essere reimpiegata a scopi agricoli. Una proposta su cui il Consorzio sta facendo degli studi di fattibilità, in collaborazione con Veritas.

Un’altra proposta, su cui sta lavorando l’Anbi, l’associazione che rappresenta i consorzi di bonifica italiani, è quella del piano laghetti, che punta a realizzare 10mila invasi medio-piccoli e multifunzionali entro il 2030, in zone collinari e di pianura. I nuovi bacini incrementeranno di oltre il 60% l'attuale capacità complessiva dei 114 serbatoi esistenti e pari a poco più di 1 miliardo di metri cubi, contribuendo ad aumentare, in maniera significativa, la percentuale dell'11% di quantità di pioggia attualmente trattenuta al suolo. Ovviamente il piano necessita di consistenti investimenti che dovranno essere reperiti dal governo.

Preoccupato il presidente della consulta dei sindaci, Davide Bortolato: «A fronte delle notizie che arrivano anche da Roma, dove il governo sta lavorando ad un decreto acqua e sta pensando alla nomina di un commissario che dovrà gestire l’emergenza, abbiamo ritenuto utile riunire la consulta dei sindaci per metterli al corrente degli interventi possibili». Agli stessi sindaci, intanto, spetta un ruolo importante: quello di attivare delle campagne di comunicazione verso la cittadinanza che promuovano un uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, anche attraverso l’emanazione di ordinanze.

A tal proposito si sta muovendo Mauro Armelao, primo cittadino di Chioggia. «Ho già chiesto a Sst di fermare le fontane cittadine - spiega -. Adesso tutti noi dobbiamo fare la nostra parte come privati cittadini. Ricordiamoci che comportamenti messi in campo ora ci faranno passare un’estate meno difficile».

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