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Enrico è stato ritrovato, la madre: "Me lo sentivo che era ancora vivo"

Svolta nelle indagini sulla scomparsa del 32enne di Galta di Vigonovo. Il giovane è stato individuato vicino all'imbarcadero di Cavallino-Treporti

"Sta bene, sta bene. Lo sto sfamando, che è stato sempre all'aperto e ha mangiato poco". Da queste parole traspare tutto l'amore di una madre che fin dal primo momento non ha mai perso la convinzione che avrebbe riabbracciato ancora una volta il proprio figlio. Così è stato. Enrico Ruvoletto, il commerciante 32enne di Galta di Vigonovo scomparso dal 3 novembre scorso dalla propria abitazione, è stato trovato in buone condizioni di salute (compatibilmente con tutto quello che è successo) sulla banchina dell'imbarcadero di Treporti. Un passante lo ha notato in un angolo, infreddolito e in stato semi confusionale. E' stato merito del sistema interforze che in situazioni del genere entra in gioco se il giovane è stato bloccato e controllato. Nessun documento, ma una somiglianza che ha fugato quasi ogni dubbio agli operatori. Forse si trattava di Enrico.

A suffragare l'ipotesi giovedì mattina il fatto che il giovane solitario non avesse con sé alcun documento. Il 32enne, infatti, quando se n'era andato dall'abitazione dei genitori aveva lasciato portafoglio e cellulare lì. Dunque era irrintracciabile. Subito il giovane è stato soccorso dai carabinieri della stazione locale, che lo hanno accompagnato in caserma dove è stato rifocillato. È apparso in discrete condizioni, naturalmente provato dalla lunga assenza da casa e probabilmente dalle notti trascorse all’addiaccio. Nel momento in cui la madre ha raggiunto Cavallino-Treporti, poi, il sorriso. Forse l'abbraccio. Di sicuro un sospiro di sollievo di una madre che ha vissuto questi giorni nell'angoscia: "Me lo sentivo che era vivo - racconta emozionata - e sapevo che sarebbe potuto trovarsi nei dintorni di Venezia. Perché quella città ha sempre avuto un fascino particolare su Enrico".

Vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile nei giorni scorsi avevano controllato palmo a palmo i corsi d'acqua e le campagne della Riviera del Brenta, dopodichè i parenti avevano deciso di lanciare un appello, raccolto anche da "Chi l'ha visto?". La notizia naturalmente è subito rimbalzata nel paese di residenza di Enrico, dove nessuno aveva mai smesso di cercarlo. Tra segnalazioni e soprattutto preghiere. Ora il lieto fine. A breve il 32enne tornerà a casa. E ciò che è accaduto sarà solo un brutto ricordo. 

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