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"Coppia distinta e sorridente", da Cecchinato 100mila euro al Don Vecchi

L'ex ingegnere è molto conosciuto in città. Edificò gran parte di viale Don Sturzo, dove lo lega una lunga amicizia con don Armando Trevisiol

"Due persone molto a modo. Gentili e distinti. Sempre con il sorriso". A parlare è una vicina di casa di Ernesto Cecchinato e Loredana Pedrocco, il 95enne e la 90enne che martedì mattina hanno pianificato la loro morte all'ospedale dell'Angelo di Mestre. "La signora era molto cara, ci salutavamo sempre - continua la donna, che martedì, non appena appresa la notizia, aveva raggiunto la palazzina di via Fucini in cui abitavano gli anziani per porgere le condoglianze la figlia e al genero - Ho sempre pensato a una coppia molto unita perché facevano tutto insieme. Li vedevo spesso mentre uscivano per andare a prendere il giornale. Lei si dava da fare in casa. E' un gesto inspiegabile".

LA TRAGEDIA Verso la mezzanotte di martedì ha perso la vita anche il marito

Ex ingegnere e impresario edile, Ernesto Cecchinato era molto noto a Mestre per la sua professione. Negli anni che furono fu uno dei più importanti costruttori della città. Fu lui a edificare gran parte di viale Don Sturzo e fu sempre lui che quando la vita si dimostrò più difficile del previsto si rifugiò nell'arte. Nei suoi quadri. "L’ingegner Cecchinato progettò e realizzò tutti quei fabbricati del viale che ora ha, ai bordi, due magnifici e imponenti filari di pini marittimi - raccontava don Armando Trevisiol due anni fa - Tali e tante furono le complicazioni e gli ostacoli, che questo ingegnere finì per prendersi un grave esaurimento nervoso da cui venne fuori dedicandosi alla pittura". L'amicizia tra i due continuò negli anni, finché fu l'ex ingegnere a presentarsi al Don Vecchi con un'idea in mente: "Dieci anni fa l’ingegner si presentò al 'don Vecchi' chiedendomi se volevo accettare i suoi dipinti. Si trattava di 150 quadri ad olio, di buona fattura, già incorniciati. Li accettai di buon grado perché sono appassionato di pittura e perché mi dava modo di ornare l’immensa sala dei 300 dove ogni settimana celebro messa per i residenti".

In quell'occasione l'ingegnere mise sul piatto anche cinque milioni di lire, come scrisse Don Armando al tempo. Una generosità forse senza pari, di questi tempi. "Da sempre questi quadri mi ricordavano il volto buono e caro del concittadino costruttore", concluse don Armando. Ma Ernesto Cecchinato, che con la moglie non si vedeva più da almeno  un paio d'anni a Mestre, aveva continuato ad appoggiare economicamente la costruzione delle strutture dedicate agli anziani, tanto che nel 2013 offrì 100mila euro per il "Don Vecchi 5": "Una targa di bronzo ricorderà per i secoli il munifico benefattore", dichiarava don Armando. 
 

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