menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Quasi dieci anni tra rapine e violenze: terrorizzava Marghera, espulso

Decine di segnalazioni, condanne, i residenti erano esasperati. Dal 2009 era stato più volte in carcere. È stato rintracciato martedì dalla polizia e portato al Cpr di Torino

Imperversava da anni per le strade di Marghera, facendosi notare in diverse occasioni per comportamenti violenti e molesti. Tanto che la città era divenuta ostaggio delle sue malefatte. Ora il tunisino M.S. è stato finalmente bloccato dalle forze dell'ordine: rintracciato dai poliziotti del commissariato locale, è stato accompagnato al Cpr di Torino per l'espulsione dal territorio nazionale, operazione portata a termine anche grazie alla collaborazione dell'ufficio immigrazione.

Lista impressionante di reati

L'uomo era entrato illegalmente in Italia nel novembre del 2008 sbarcando a Lampedusa, dopodiché si era stabilito nella terraferma veneziana. A partire dal gennaio del 2009, ha collezionato 44 fotosegnalamenti. Gravitava tra Mestre e Marghera, dedicandosi al consumo di droghe e alcol. Ma è soprattutto la sua fedina penale a fare impressione: risulta condannato per reati di spaccio, rapina, furto aggravato, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali (anche a danno di uomini in divisa), incendio, danneggiamento e calunnia. L'ultimo episodio in ordine cronologico risale a una decina di giorni fa. Se l'era presa con un passante "colpevole" di avergli negato una sigaretta, in piazza Municipio: aveva infierito con calci e pugni contro il malcapitato, facendolo finire all'ospedale con il naso rotto. Poi aveva resistito all'arresto.

Dentro e fuori dal carcere

Per i crimini commessi è finito in carcere più volte, per un totale di 6 anni scontati dietro le sbarre. Alla fine le autorità competenti hanno deciso che la misura era stata oltrepassata. Nella mattinata di martedì 17 aprile l'uomo è stato individuato dagli agenti del commissariato mentre si trovava in via Fratelli Bandiera. Dopo gli accertamenti di rito, è stato trasferito nel capoluogo piemontese in attesa dell'accompagnamento coatto al Paese di origine.

Bettin: "Grazie al questore, ora chiudiamo i buchi neri"

"È un’ottima notizia - commenta Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità - Ringraziamo il questore di Venezia, Danilo Gagliardi. Centinaia di cittadini avevano raccolto firme con una petizione per questo obiettivo, denunciando le troppe occasioni in erano stati minacciati e insidiati nella loro sicurezza. Occorre adesso insistere, allargare il contrasto a tutti i responsabili di comportamenti violenti e prepotenti, malavitosi. Soprattutto, occorre chiudere e risanare i buchi neri che producono degrado e pericolosa illegalità, oltre a impedire che se ne aprano degli altri, o attraverso occupazioni abusive, come è avvenuto ancora in questi giorni in via Rinascita, in via Correnti, in via del Lavoratore, o lasciando all’abbandono strutture pubbliche, come la ex scuola elementare San Francesco di via Cafasso. Quest'ultima potrebbe diventare una scuola popolare di musica e una struttura civica, come da proposta autofinanziata di un’associazione territoriale, e invece viene lasciata marcire, rischiando di diventare un altro covo come l’ex scuola Monteverdi di via Ulloa. Non dobbiamo permetterlo".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento