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Lo stabilimento di Mira

Lo stabilimento di Mira

Benckiser, i lavoratori non ci stanno: "Chiusura reparto polveri uno scippo"

La multinazionale proprietaria dell'ex Mira Lanza ieri ha annunciato un nuovo piano di produzione prevedendo 81 esuberi per lo stabilimento veneziano. Sindacati e politici fanno fronte comune

Si è conclusa verso le 16.30 l'assemblea dei lavoratori della Benckiser di Mira, dopo che ieri è stato annunciato dalla dirigenza della multinazionale del detersivo proprietaria dell'ex Mira Lanza il nuovo piano di organizzazione produttiva. Un piano che significa soprattutto 81 esuberi per lo stabilimento del Veneziano. Ciò in virtù del fatto, è la versione della Reckitt Benckiser, che il detersivo in polvere "non tira più" a livello europeo e che bisogna quindi puntare su prodotti liquidi. Nella ristrutturazione è stata inserita la possibile chiusura del reparto polveri per "migliorare la competitività dello stabilimento". Ma a far notizia sono gli 81 "esuberi", parola che non vuol dire necessariamente licenziamento, ma preoccupa molto sindacati, lavoratori e istituzioni locali.

"In questi anni ci siamo resi disponibili a ogni confronto fosse utile a rafforzare la valenza economica di questo stabilimento - affermano in una nota congiunta Filctem, Femca, Uilcem, Cisal Fialc e Rsu - Purtroppo ci accorgiamo che per l’azienda non è mai abbastanza, il loro unico credo è la riduzione dei costi e gli unici limoni da spremere sono i lavoratori".

 

Nel mirino finisce, come ovvio, la paventata chiusura del reparto polveri. Una "riorganizzazione" secondo i vertici della multinazionale, uno "scippo" secondo i lavoratori: "La sua cessione dell'attività equivale a una riduzione del valore strategico dell'azienda, non avendo avuto nessun intervento di rafforzamento in altri settori produttivi. E' evidente che è in atto un piano ben preciso per svuotare lo stabilimento di Mira  un pezzo alla volta per poi considerarlo non più difendibile", attaccano i sindacati, che chiedono l'interessamento anche del ministero dello Sviluppo economico.

 

Una battaglia condivisa anche dalle istituzioni locali. Il sindaco di Mira Michele Carpinetti e l'assessore provinciale al Lavoro Paolino D'Anna, infatti, durante l'assemblea hanno espresso preoccupazione e attenzione per questo caso. "Per Mira e il territorio si tratta di un taglio pesante - spiegano - Richiamiamo pertanto il gruppo Reckitt Benckiser a mettere sul tavolo tutte le opportunità di nuove linee in grado di riconvertire parte della produzione". I due esponenti politici hanno infine chiesto all'assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan di convocare un tavolo con l'azienda, Confindustria, sindacati, Provincia e Comune con lo scopo di affrontare la situazione e garantire livelli occupazionali e futuro allo stabilimento.

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