Polimira: "Bene la ripartenza con Benetton, ma l'azienda non punta sulle professionalità"

Il segretario Filctem Cgil, Colletti: "L'ex Pansac di Mira è rientrata in un circolo virtuoso. La crisi sembra lontana, però manca un programma per il Veneziano che sia di lungo respiro"

"Bene la ripresa, l'aumento della produzione e dell'occupazione alla Polimira. Ma l'azienda ora non sta investendo sul futuro". Riccardo Colletti, segretario Filctem Cgil Venezia, dipinge un quadro in chiaro scuro riguardo la situazione in cui versa l'ex Pansac di Mira, azienda produttrice di materiale plastico, incorporata a inizio anno nel gruppo Poligof, controllato quasi completamente da Benetton. "Ha ricominciato a produrre e riassumere lavoratori, dopo la pesante crisi che l'aveva colpita negli anni scorsi. Però ora si pensi al futuro", continua Colletti.

Professionisti

"C'è scarso interesse per le professionalità presenti in azienda -continua il sindacalista - al punto che molti lavoratori specializzati lasciano il gruppo e vanno a lavorare altrove, attirati da migliori prospettive occupazionali e di guadagno, che altre società propongono loro. Perché questo accade?", si chiede il segretario Filctem, "al di là del normale turn over, come mai non scattano delle contromisure per bloccare la fuoriuscita di addetti preparati e con esperienza dall'azienda?".

Precari

"La preoccupazione aumenta - dice ancora Colletti - quando vediamo che questi professionisti vengono sostituiti da lavoratori interinali con contratto a termine. Spesso le procedure di realizzazione dei prodotti in ambienti sterili, richiedono attenzione e precisione, comportamenti che si apprendono nel tempo e attraverso l'esperienza. Un elevato tasso di sostituzione della manodopera non può che farci pensare a un abbassamento della qualità. E questo, con quali conseguenze nel lungo periodo per il gruppo?", si chiede Colletti.

Macchinari all'estero

C'è poi la questione delle macchine che vengono spostate verso India e Russia, spiega il sindacalista. "Abbiamo sempre accolto con favore le occasioni di sviluppo che per una società possono arrivare dall'estero, sia in termini di formazione delle risorse umane, sia in termini di crescita. Comprendiamo però che se vi è una lenta e costante uscita di macchinari dalla sede di Mira, verso altri paesi, forse i piani non riguardano il territorio. Chiediamo di comprendere e venire a conoscenza dei programmi dell'azienda, una ditta così importante, che si è saputa riprendere, superare le criticità generando benessere. E che pensiano abbia ancora molto da offrire nel Veneziano", conclude il segretario Filctem Cgil.

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