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Cronaca

Export in crescita nel Veneziano, ma con moderazione: +2,2% rispetto al 2015

La tendenza è positiva, e dovrebbe continuare nel 2017. Solo Padova (+4,9%) e Belluno (+2,8%) fanno meglio. Il pil veneto, invece, si assesta su una variazione dello 0,8%

Mentre il 2016 si sta concludendo, l’Istat conferma che il 2015 è stato per l’economia regionale veneta un anno più deludente del previsto. Scorrendo gli ultimi dati, lo scorso anno il Pil veneto è cresciuto dello 0,6% rispetto al 2014 (sei mesi fa la stima era +0,8%). L’economia regionale ha mantenuto una dinamica debole ma positiva anche nella prima parte del 2016, nonostante la domanda estera sia diventata progressivamente meno vivace, penalizzata dal rallentamento del commercio mondiale e dalla perdita di competitività indotta dall’apprezzamento del cambio. Se il Veneto chiuderà con una variazione dello 0,8% sull'export, il dato, in provincia di Venezia, dovrebbe assestarsi su un incremento del 2,2% delle esportazioni. Una crescita minima, ma comunque positiva, che dovrebbe proseguire nei primi mesi del 2017. Almeno secondo le stime di Unioncamere.

Dopo l’assestamento del 2015 (+5,3%), nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni venete sono rimaste pressoché stabili (+0,7% su base annua). La crescita piatta dell’export registrata nel primo semestre dell’anno (+0,2%) si è rafforzata nei mesi estivi che hanno evidenziato una dinamica tendenziale decisamente positiva (+1,9%). Tale tendenza è ascrivibile principalmente al recupero degli scambi verso alcuni importanti mercati, in particolare verso l’America settentrionale (+2,8% rispetto all’anno precedente) e l’Asia centrale (+9,5%) e per alcuni settori strategici, come l’occhialeria (+4,9%), gli alimentari (+4,1%) e le bevande (+9,2%). Nel complesso, solo la provincia di Belluno (+2,8%) e Padova (+ 4,9%) hanno fatto meglio di Venezia.

Il Veneto, come l’Italia, si conferma un territorio più investitore che beneficiario: i flussi netti di investimenti diretti all’estero hanno registrato un saldo fortemente positivo pari a 1,3 miliardi di euro (da -749 milioni). Nel 2015 il rilevante saldo positivo è emerso grazie al forte recupero degli investimenti diretti verso l’Europa (1,2 miliardi). Crescente il saldo anche verso l’America (59 milioni). In peggioramento i saldi verso Asia (99 milioni) e Oceania (-12 milioni). La distribuzione settoriale degli investimenti all’estero ha presentato un soddisfacente risultato nel settore delle intermediazioni finanziarie (796 milioni), del commercio (279 milioni) delle attività immobiliari, di noleggio e ricerca e sviluppo (113 milioni).

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