Arrestati due finanzieri che avrebbero venduto i dati di decine di migliaia di persone

Un veneziano e un padovano sono accusati di aver consultato le banche dati della guardia di finanza, passando le informazioni a diverse agenzie

La procura di Roma sta indagando due finanzieri della stazione navale di Venezia, uno residente a Venezia e l'altro ad Albignasego (Padova), accusati di aver rivenduto illegalmente i dati di circa 120mila persone ricavandoli dai database in uso alla guardia di finanza. I due, che al momento sono ristretti agli arresti domiciliari, devono rispondere dei reati di corruzione in atti giudiziari contrari a pubblico ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici. La notizia è riportata dai quotidiani locali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due finanzieri avrebbero impiegato le proprie password per entrare nel sistema informatico e scaricare codici fiscali, residenze e generalità di decine di migliaia di persone. I dati sarebbero poi stati venduti - per cifre che variavano dai 10 centesimi ai 5 euro - a una ventina di agenzie specializzate in recupero crediti e di investigazioni. Gli arrestati avrebbero consultato illecitamente anche le banche dati dell'Inps. Il finanziere veneziano, all'interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Da notare che era stato assolto poche settimane da un’identica accusa di accesso abusivo a sistemi informatici (fatti risalenti al 2014).

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