Furti e riciclaggio di bus turistici, preso il terzo componente della banda

È la conclusione dell'operazione "fake bus": un uomo serbo arrestato nei giorni scorsi, con i complici rubava pullman appena arrivati nelle località costiere veneziane

Catturato il terzo ladro della banda dedita a furti e riciclaggio all'estero di pullman turistici: il 22 novembre il servizio per la cooperazione internazionale di polizia ha comunicato di averlo arrestato fuori dai confini nazionali, avviando la procedura di estradizione in Italia. I due complici dell'uomo erano già stati presi il 19 aprile 2018 a Mestre dalla squadra di polizia giudiziaria della polstrada: si tratta di cittadini serbi di 45 e 55 anni, bloccati prima che riuscissero a portare all’estero un autobus Mercedes Travego rubato pochi giorni prima a Jesolo. Il mezzo era già pronto con documenti e targhe false tedesche.

L'operazione

A essere presi di mira erano autobus che trasportavano comitive di turisti, che raggiungevano gli hotel (non solo nel Veneziano, ma anche in Slovenia) e lì venivano parcheggiati: i ladri entravano in azione nella notte, li portavano via e il nascondevano provvisoriamente in luoghi sicuri, per poi portarli oltreconfine. In un caso due autobus, rubati in Slovenia ad una ditta del luogo, erano stati trovati in un parcheggio a Noventa di Piave. In un'altra occasione è stato appurato che dai pullman erano state rimosse le serigrafie originali per sostituirle con nuovi adesivi. L’operazione, chiamata "fake bus" e diretta dal sostituto procuratore Andrea Petroni, ha consentito l’emissione ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei componenti della banda, tutti accusati dei reati di furto e riciclaggio aggravato in concorso. Sono stati trovati 4 pullman rubati, del valore complessivo di circa un milione di euro. Oltre ai mezzi trafugati sono state sequestrate due auto, che fungevano da staffetta, e diverse carte di circolazione, targhe false e attrezzatura illecita per l’apertura e messa in moto degli autobus.

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