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Ladro ferito viene "scaricato" in ospedale, finisce in manette

Il giovane straniero è stato lasciato davanti all'Angelo con una grave ferita alla gamba, che si sarebbe procurato sfondando una porta a vetri. Tanti gli indizi

“Scaricato” davanti all'ospedale dai suoi presunti complici, è finito direttamente tra le braccia della polizia. Così sarebbe finito in manette anche l'ultimo membro della banda di via Vallon, il gruppo di criminali che nei giorni scorsi aveva provato a introdursi in una casa di Carpenedo, venendo però bloccato dalle Volanti. Quello che si presume essere l'ultimo componente della “squadra” avrebbe infatti cercato di riprovare il colpo, ma le cose sono andate peggio del previsto e, sfondando una porta a vetri, il giovane straniero ha finito per ferirsi gravemente ad una gamba. Troppi gli indizi per lasciarlo in libertà, il ragazzo è finito in una cella di Santa Maria Maggiore.

Verso le 09.30 di domenica la sala operativa della questura è stata informata da personale del pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo che un cittadino straniero era stato abbandonato da un’auto in corsa nei pressi del nosocomio mestrino. I sanitari riferivano di un giovane che presentava numerose ferite, in particolare un grosso taglio sulla gamba destra con una grave emorragia: il ragazzo era stato soccorso in condizioni critiche, in stato di shock per la notevole perdita di sangue. Una Volante è accorsa all’ospedale nel tentativo di raccogliere le informazioni necessarie a ricostruire le fasi dell’infortunio occorso al giovane cittadino straniero. Quest’ultimo, ricevute le prime cure, non è stato in grado di giustificare ai sanitari e agli agenti le cause delle ferite.

Successivamente, nel corso della giornata, verso le 13, la questura è contattata dalla proprietaria di un immobile di Carpenedo che lamentava un furto patito nel corso della notte. Lo scenario presentatosi alla donna era il seguente: alcuni ignoti si erano introdotti dal piano terra dello stabile forzando una finestra e le scale che conducono al primo piano erano imbrattate di sangue. Al piano superiore il vetro della porta che consente l’accesso all’appartamento risultava infranto, con copiose tracce ematiche sul pavimento, segno evidente che il malvivente aveva sfondato la porta a vetri, ferendosi. Nonostante le ferite riportate il soggetto aveva però proseguito nella sua opera, rovistando nelle camere dell’appartamento e lasciando tracce di sangue ovunque. Resosi conto della gravità delle ferite, dopo aver sottratto le chiavi delle due autovetture parcheggiate all’interno della proprietà ed i telecomandi dei cancelli d’ingresso, il ladro aveva guadagnato l’uscita percorrendo le scale che conducono al piano terra. Molto probabilmente i complici che l’attendevano all’esterno l'hanno quindi caricato in auto e lo hanno trasportato all’ospedale di Mestre, scaricandolo dal veicolo e dandosi alla fuga. Sono in corso accertamenti per risalire al modello e alla targa dell’autovettura, nonché all’individuazione dei complici a bordo.

La Volante inviata in via Vallon, a Carpenedo, per il sopralluogo di furto ha cercato di preservare la scena del delitto, riuscendo ad individuare una serie di impronte impresse da una scarpa da ginnastica sul pavimento imbrattato di sangue. Lo scenario presentatosi agli operatori ha permesso loro di collegare l’incursione notturna nell’appartamento con il ferimento del cittadino straniero ricoverato all’ospedale. Il ferito, infatti, indossava al momento del ricovero un paio di scarpe da ginnastica particolari, la cui suola aveva dei tasselli di forma unica (piccoli rettangoli equidistanti tra loro). Grazie agli accertamenti tecnici effettuati da personale della polizia scientifica si è riusciti a stabilire che le scarpe indossate dal malvivente erano le stesse che hanno lasciato le impronte sul pavimento imbrattato di sangue. Inoltre la ferita riportata dal soggetto, un taglio netto di circa 10 centimetri alla gamba destra, sarebbe riconducibile allo sfondamento della porta a vetri dell’appartamento.

Il soggetto, privo di documenti, e con l’assistenza costante di un interprete, è stato sottoposto ad accertamenti foto dattiloscopici ed è stato identificato per un cittadino moldavo, nato nel 1992, irregolare sul territorio italiano, senza fissa dimora. Il moldavo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il delitto di furto aggravato, sulla base dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico ed il concreto pericolo di fuga. Inoltre il ragazzo aveva manifestato, fin dai primi momenti, l’intenzione di lasciare il nosocomio, nonostante fossero in corso le cure del caso. I gravi indizi di colpevolezza si fondano, oltre che sull’impronta della scarpa e sulla tipologia di ferita riportata, sul fatto che il presunto reo potrebbe far parte dello stesso gruppo criminale che nella serata del 1 agosto aveva preso di mira la stessa abitazione. Nella circostanza, sempre le Volanti della Questura di Venezia avevano proceduto all’arresto in flagranza di un altro cittadino moldavo per tentato furto aggravato: gli altri due soggetti si erano dati alla fuga. Una testimone, infatti, aveva riferito agli operatori di aver visto tre soggetti intenti a fare irruzione nello stabile, fornendo la descrizione di uno di essi, compatibile per tratti somatici ed abbigliamento con quella del ferito, comprese le scarpe da ginnastica. Potrebbe dunque trattarsi di uno dei componenti della banda, sfuggito nella serata del 1 agosto e ripresentatosi per portare a termine il precedente intento criminoso, sfumato grazie all’intervento delle Volanti.

Il presunto autore del furto aggravato, piantonato dagli agenti delle Volanti per tutta la notte, nel corso della mattinata, dopo essere stato dimesso dall’ospedale, è stato condotto nel carcere di Santa Maria Maggiore a disposizione del Pm di turno, in attesa della convalida della misura precautelare.

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