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Fusina

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«A Fusina non ci sarà alcun nuovo inceneritore»

Veritas spiega che l'obiettivo è quello di raggiungere l'autosufficienza nel recupero del css. Nessuna volontà di costruire il più grande termovalorizzatore del Veneto

«A Fusina non è prevista la realizzazione del più grande termovalorizzatore del Veneto, contrariamente a quando hanno dichiarato tre associazioni, illustrando le loro osservazioni al progetto sottoposto da Veritas a procedura regionale di Valutazione di impatto ambientale». La dichiarazione, a mezzo nota stampa, è della stessa società partecipata del Comune di Venezia.

Autosufficienza nel recupero del Css

Come spiegato da Veritas, ciò che è previsto ed è stato chiesto alla Regione, sarebbe la possibilità di raggiungere l’autosufficienza nel recupero energetico del Css (combustibile solido secondario), che entro cinque anni non sarà più possibile cedere ad Enel perché lo trasformi in energia elettrica insieme al carbone. «Il progetto - si legge nella nota - riguarda dunque la possibilità di rimpiazzare con il Css il legno non riciclabile, già adesso utilizzato per produrre energia per l’autofunzionamento dell’impianto.

Il progetto di Veritas

Il progetto prevedrebbe l’uso del calore dell’impianto attualmente alimentato con legno non riciclabile per essiccare i fanghi da depurazione civile prodotti nel nostro territorio, di ridurli e usarli come biomassa per recuperare energia. «Si tratta di un miglioramento per l’ambiente, - aggiungono da Veritas - dal momento che i fanghi non finiranno più in discarica, né in agricoltura, in linea con le migliori pratiche di trattamento». 

«Forniti dati non corretti»

«Le associazioni hanno fornito dati non corretti sulle quantità di materiale che sarìanno utilizzate nell’impianto, - conclude la società - confondendo il materiale in ingresso con quello che invece risulta dopo il trattamento». L’impianto di Fusina sarebbe autorizzato a trasformare in Css circa 150mila tonnellate di rifiuto secco all’anno, parte delle 530mila raccolte nell'area metropolitana di Venezia e a Mogliano Veneto. Per quanto riguarda invece i fanghi da depurazione civile, - per intendersi, i liquami prodotti quando tiriamo lo sciacquone del wc - il progetto prevede di trattarne 90mila tonnellate, che dopo il processo di essiccazione cui sono sottoposti, diventano 45mila. Veritas prevede inoltre di utilizzare 50mila tonnellate di legno non riciclabile.

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