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Grandi navi, per Cruise Venice la laguna sarà presto abbandonata

Il comitato a favore dei colossi esprime il suo disappunto per le decisioni del governo, mentre in Consiglio c'è chi chiede a Orsoni maggior fermezza

Per il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando in laguna hanno vinto tutti, grazie alle soluzioni presentate dal governo nei giorni scorsi al problema grandi navi. Peccato che però i “tutti”, stando a quanto riporta il Gazzettino, non siano proprio d'accordo. Se da una parte la decisione di scavare il canale Contorta aveva già attirato diverse polemiche nei giorni scorsi, venerdì la scelta di Roma incassa anche le critiche di “Cruise Venice”, il comitato a favore delle navi da crociera in laguna.

IMPATTO PREOCCUPANTE – Il gruppo dei favorevoli è convinto che il divieto alle navi sopra le 96mila tonnellate metterà in ginocchio il terminal passeggeri e di conseguenza il porto di Venezia. Secondo Cruise, infatti, gli adeguamenti del canale Vittorio Emanuele, lo scavo del Contorta e l'eventuale ridestinazione a Marghera delle navi restano progetti indefiniti, con date troppo lontane (ammesso che di date si parli già). Nell'incertezza intanto si sentono gli sfoghi dei centri sociali, ambientalisti e associazioni contrarie, che peggiorano il clima generale. In questa situazione, secondo il comitato per le grandi navi, è lecito aspettarsi che il settore crocieristico risponda rapidamente, ridisegnando le sue rotte per escludere la laguna. “Cruise Venice” non risparmia nemmeno qualche bordata in direzione dei protagonisti: per il sindaco Orsoni ci sono le solite accuse di partigianeria, per il presidente del Veneto Zaia la colpa sarebbe invece una leggerezza di fondo alimentata dalla scarsa conoscenza dei meccanismi economici, mentre il ministro Orlando viene tacciato di scarsa preparazione in materia e poca considerazione dei lavoratori del settore.

LE DUE CAMPANE – Ma neanche l'entourage del primo cittadino sembra molto contento degli esiti dei colloqui capitolini. Lo stesso consigliere di maggioranza Ennio Fortuna si scaglia contro il sindaco che, a parer suo, avrebbe dovuto lottare maggiormente per impedire lo scavo del Concordia, arrivando magari a presentare dimissioni simboliche (magari, chiosa il consigliere, accompagnate da quelle del titolare all'Ambiente, Gianfranco Bettin) pur di esprimere tutto il suo disappunto. Invece, continua Fortuna, sembra quasi che Orsoni abbia incassato una vittoria piena. Dal canto suo Msc crociere per il momento mantiene la linea diplomatica, pubblicando una nota stampa in cui si sottolinea che i nuovi divieti non avranno alcun effetto sul calendario e sugli itinerari dela compagnia, già adeguati. Per il 2015 Msc promette di studiare soluzioni alternative ma, per il momento, non è dato sapere quali.

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