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Grandi navi a Marghera, Brugnaro annuncia: due terminal entro il 2019, un altro nel 2021

Il sindaco ha anticipato che prima dell'estate il governo si pronuncerà sulla questione dell'attracco in laguna. Il canale Vittorio Emanuele resta la soluzione alternativa

Stavolta ci siamo. O almeno, questa è la certezza del sindaco Luigi Brugnaro. Dopo un'attesa lunga 5 anni (il decreto Clini-Passera è del 2012) il primo cittadino scioglie gli indugi e annuncia che il governo ha deciso sulle grandi navi in laguna, e che la comunicazione ufficiale è questione di settimane. La soluzione, secondo le parole di Brugnaro (riportate dai quotidiani locali), consiste in due accosti a Marghera dal 2019, seguiti da un terzo nel 2021.

Il sindaco continua ad auspicare che il progetto alternativo resti quello dello scavo del Vittorio Emanuele, ma spiega che in contemporanea sarà attrezzato un primo terminal crocieristico a Marghera per le navi superiori alle 96mila tonnellate di stazza, che al momento non possono entrare in laguna. I primi due accosti sono previsti nelle banchine adiacenti alla Fincantieri, mentre il terzo in adiacenza al canale Brentelle. Il ministro Delrio dovrebbe dare l'annuncio entro l'estate.

Brugnaro ne ha parlato in occasione dell'appuntamento "Invest in Venice" insieme a una serie di altri punti legati alla sua amministrazione e ai futuri sviluppi dell'area veneziana. "Stiamo lavorando - ha dichiarato - a un'idea di città fondata sul lavoro, la sicurezza e la sostenibilità. Stiamo facendo uno sforzo immane per garantire l'ordine e il rispetto delle regole. Abbiamo ottenuto 731 milioni di investimenti pubblici tra Patto per Venezia, Pon Metro, Legge speciale, bando delle periferie, che serviranno, tra l'altro, per chiudere i marginamenti, completare le bonifiche, realizzare la Centrale unica di sicurezza, ma non vanno dimenticati gli interventi privati: gli investimenti nell’edilizia hanno una ricaduta nel territorio dieci volte superiore".

La scelta di Marghera per le navi da crociera trova il favore del sottosegretario Pier Paolo Baretta: "Condivido la scelta definitiva di attracco a Porto Marghera - dice - perché raccoglie le due principali istanze sostenute dalla gran parte dei veneziani: bloccare il passaggio in bacino di san Marco ed evitare lo scavo di nuovi canali. Credo che, però, si debba dare risposta ai problemi che vengono sollevati sui rischi di inquinamento, sulla compatibilità col porto commerciale e sul futuro di Porto Marghera. Ma, è anche necessario affrontare con altrettanta urgenza le altre questioni di fondo, come ad esempio, i flussi turistici e la residenzialità del centro storico. Si convochi presto, dunque, il comitatone e si ascoltino tutte le istituzioni, non solo Regione e Comune, ma anche le municipalità di Venezia, Marghera e Mestre e le rappresentanze di quanti, nel territorio, si impegnano costruttivamente per il futuro della nostra città".

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