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Il turco arrestato per terrorismo: "Sono un perseguitato politico"

Udienza della Corte d'Appello giovedì a Venezia per decidere sulla possibile estradizione di Unal Erden. Braccio di ferro Turchia-Austria

Allontana ogni accusa di terrorismo Unal Erden, il medico turco accusato da Ankara di aver partecipato ad attentati terroristici nel suo Paese natale. Giovedì mattina, infatti, si è tenuta l'udienza in Corte d'Appello per esaminare la richiesta di estradizione del rifugiato politico austriaco, finito in manette nella notte tra domenica e lunedì in un albergo mestrino sul Terraglio. Si trovava in vacanza con la famiglia e sembrava in tutto e per tutto un "normale" medico ortopedico, la professione per cui in passato si è laureato e specializzato. Fino all'intervento della polizia, tra Digos e Volanti, sulla base di una ordinanza di carcerazione emessa dall'Interpol.

Si è subito instaurato un braccio di ferro diplomatico tra Turchia e Austria: in mezzo la Corte d'Appello di Venezia, che dovrà decidere se sia l caso o meno di estradare il medico per la sua detenzione nel Paese del Bosforo: "In quelle carceri lui è stato pesantemente torturato - dichiara il suo avvocato difensore, Nicola Canestrini - non c'entra nulla con i terroristi". Va da sé che durante l'udienza di giovedì Unal Erden si sia dichiarato un perseguitato politico, sottolineando di essere titolrae di un diritto d'asilo in Austria: "Lui considera quanto accaduto una ulteriore prova delle persecuzione che sta subendo dalla Turchia - continua l'avvocato Canestrini, che ha chiesto la scarcerazione del suo assistito - Da giovane era uno studente alla facoltà di Medicina e si era impegnato in un'associazione studentesce che chiedeva più libertà di parola e il rispetto dei diritti fondamentali. Organizzavano conferenze e concerti, comprese iniziative come lo sciopero della mensa. E' vero - dichiara - che ha affisso dei manifesti contro il Governo, ma non ha mai fatto parte di organizzazioni terroristiche. Nega di aver mai compiuto un atto violento".

L'avvocato, infine, intende gettar luce sulle esperienze passate del medico turco: "E' stato sottoposto a custodia cautelare per cinque anni, riuscendo a scappare dal carcere. Dopodiché è stato identificato come portatore di documenti falsi. Nel 2000 ha fatto richiesta di asilo politico in Austria, che gli è stato concesso nel 2002". La decisione del Tribunale sull'eventuale estradizione del medico è prevista per la prossima settimana.

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