Incidente e braccio rotto, ma il risarcimento è basso: dopo due anni ottiene oltre 16mila euro

Protagonista un uomo di Musile tamponato mentre era a bordo della sua auto. Il pagamento dopo una lunga causa: alla fine la cifra di 4.700 euro è più che triplicata

Ci sono voluti una citazione in causa e più di due anni di attesa, ma alla fine un settantenne di Musile di Piave è riuscito a ottenere ciò che voleva: un risarcimento decoroso e in linea con le sue aspettative. Tutto è iniziato nel marzo 2014, quando L. V., percorrendo la Triestina nel territorio di Musile a bordo della sua Alfa 164, fu tamponato da un'altra auto che procedeva nella stessa direzione. Il conducente del mezzo che ha causato l'incidente se n'è subito assunta la responsabilità, compilando la constatazione amichevole, e infatti la dinamica non è mai stata in discussione.

In seguito all'impatto il conducente della vettura tamponata, curato all'ospedale di San Donà, ha riportato lesioni non da poco: non solo il "colpo di frusta", ma anche un trauma al polso destro con la frattura meta-diafisaria distale del radio. Il settantenne si è quindi rivolto a Studio 3A, società specializzata nella valutazione di responsabilità civili e penali, che ha inoltrato la richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa. "La proposta formulata dalla compagnia è stata ridicola - spiega Studio 3A - 4.740 euro, senza neanche il ristoro delle spese mediche. E a nulla sono valsi tutti tentativi di risolvere stragiudizialmente la vicenda: la compagnia non si è schiodata dall'offerta iniziale".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il settantenne ha quindi deciso di citare in causa la compagnia tramite il servizio legale della società: "Il giudice di pace di San Donà - racconta Studio 3A - Ha disposto una perizia medica, nominando un tecnico che ha confermato le lesioni lamentate dal danneggiato e gli ha riconosciuto un'invalidità permanente del 7,5 per cento, più svariati giorni di invalidità temporanea". "Finalmente - conclude il resoconto - di fronte alla perizia la compagnia, senza neanche attendere la sentenza del giudice di pace, si è decisa a risarcire il dovuto, staccando un altro assegno di 11mila e 800 euro a integrazione della somma iniziale di 4.740 euro, per un totale di 16.542 euro".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I dati aggiornati sul contagio in Veneto e in provincia

  • Aggiornamenti serali su contagi e ricoveri in provincia di Venezia e in Veneto

  • Ricoveri e decessi, gli aggiornamenti del 24 marzo sera

  • I contagi e i pazienti coronavirus aggiornati a domenica sera

  • Quasi 6000 positivi al coronavirus in Veneto, altri morti in provincia

  • Quasi 900 positivi in provincia, altri 2 morti all'ospedale di Dolo

Torna su
VeneziaToday è in caricamento