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Lazzaretto Nuovo, bloccato pontile d'accesso: "A rischio reperti archeologici e cani a difesa"

L'Archeoclub tuona contro la scelta del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, che ha interdetto l'accesso al complesso. "I cani, una risorsa, rischiano di non mangiare"

Interdetto l'unico pontile di accesso, quello lato canale Passaora, all'isola del Lazzaretto Nuovo della laguna nord. Si tratta di una misura emessa dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Triveneto, che impedisce, di fatto, di poter accedere al complesso monumentale. Ma non solo: visto l'ostacolo, "l'Archeoclub d'Italia è impedito nella propria attività di sorveglianza, custodia e manutenzione previste dal Protocollo d'Intesa sottoscritto con il Mibact - spiega lo stesso Archeoclub in nota - e mette a rischio la sicurezza dei reperti archeologici presenti all'interno del Tezon grande".

Numerosi cani senza cibo

L'interdizione impedisce al contempo l'approdo del servizio pubblico e mette a rischio anche la vita di numerosi cani presenti all'intero della struttura a difesa del deposito dei reperti archeologici, "che da domenica scorsa non vengono alimentati. L'occasione - continuano - ci è utile per sottolineare per l'ennesima volta come la gestione e la valorizzazione dell'isola del Lazzaretto Nuovo dovrebbe avvenire il più possibile in maniera unitaria, evitando 'accordi spezzatino' fra pubbliche amministrazioni che rischiano di minare tutto il processo di riqualificazione avviato nell'isola da oltre quarant'anni". In verità, in un aggiornamento, Cristina Romieri, nota ambientalista veneziana, ha dichiarato che mercoledì gli animali hanno avuto la possibilità di mangiare.

"L'Archeoclub si accollerebbe le spese di gestione"

"Del resto - conclude la nota dell'Archeoclub - tutta l'isola (anche gli scoperti) sono parte del deposito archeologico. Appare di difficile configurazione la costruzione di 'barriere fisiche' per separare i vari ambiti di competenza, che potrebbero creare un danno estetico irreparabile. Appare incomprensibile la circostanza per cui non si vuole approfittare della straordinaria opportunità offerta dalla sede di Venezia dell'Archeoclub d'Italia che fin da subito si accollerebbe tutti i costi di gestione dell'isola, comprese utenze e manutenzioni ordinarie, sgravando gli enti pubblici coinvolti da ogni responsabilità".

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