Asili nido comunali, le mamme chiedono più personale. L'assessore rassicura

Sambo: «Rivedere l'organizzazione per evitare di mettere a repentaglio la sicurezza dei bambini». Romor: «I servizi funzionano bene grazie all'impegno di tutti. Le famiglie possono stare tranquille»

Foto: asili nido, archivio

La «carenza cronica di personale, che grava da tempo in molti nidi e scuole dell’infanzia del Comune di Venezia, temiamo possa mettere a rischio l’accudienza dei bambini, pregiudicando la garanzia della loro stessa sicurezza». Inizia da questa premessa l'interrogazione posta dal capogruppo del Partito Democratico veneziano, Monica Sambo, all'assessore alle Politiche Educative del Comune, Paolo Romor, che chiede una riorganizzazione e nuove assunzioni, in particolare negli asili nido San Provolo e Ciliegio.

La gestione

«Le lavoratrici e i lavoratori di questi servizi - si legge nell'interrogazione - operano da tempo in regime di emergenza, tanto da rendere concreto il rischio che il quotidiano rispetto del rapporto 1/6  possa venire meno. A più riprese la situazione è stata denunciata dalle famiglie e dalle rappresentanze dei lavoratori. Al nido San Provolo, nella settimana appena trascorsa, il servizio di accudienza sarebbe stato gestito, in alcuni momenti della giornata, da una sola educatrice a fronte della presenza di circa 20 bambini. Il problema - precisa l'interrogazione - si manifesta in particolare all’entrata e all’uscita dei bambini (dalle 15.30 in poi), considerato che l'immobile è strutturato su due piani. Una situazione - precisa il testo - che si sarebbe verificata anche al nido Ciliegio».

L'organizzazione 

Questa condizione, spiega la capogruppo Pd Sambo, «non può non incidere sulla qualità del lavoro del personale -. Sembra infatti che - le educatrici che dovrebbero accudire i lattanti siano andate a supportare le insegnanti dei bambini un po' più grandi per carenza di personale. L'orario di lavoro giornaliero degli educatori, sia per le scuole dell’infanzia che per gli asili nido, è di 7 ore (6 ore a contatto con i bambini e 1 ora di non docenza) per cinque giorni. Per il personale educativo sono previste 200 ore di attività integrative (orario di non docenza), ma sembra che da tempo al nido San Provolo, ma anche in altri, le educatrici svolgano le ore di non docenza a contatto con i bambini. L'interrogazione chiede: «se non sia da rivedere l'organizzazione del lavoro per evitare di creare situazioni di rischio per la sicurezza dei bambini, e quando il Comune intenda assumere nuovo personale».

La testimonianza

A questa interrogazione fanno eco le richieste dei rappresentanti dei genitori dei piccoli del San Provolo. «Può capitare - dicono - che un bimbo debba andare in bagno. Un'insegnante sola, che accompagna il piccolo per lavarlo, lascia soli tutti gli altri bambini, che comunque sono molto piccoli. A volte viene in soccorso una maestra dei lattanti. A volte, in ingresso e uscita, è capitato che le maestre siano arrivate un'ora prima o siano andate via un'ora dopo, fermandosi oltre l'orario di lavoro. La settimana scorsa è successo che di 5 insegnanti ne mancassero due, una per malattia, e l'altra per infortunio. La maestra ammalata è rientrata, ma quella infortunata dovrà assentarsi per un lungo periodo. Per questo chiediamo che sia sostituita, perché il rapporto numerico, che pure di solito viene rispettato, a volte salta. I lattanti sono 13 con 3  maestre, la terza va dai divezzi e semi divezzi, in certi momenti, per dare supporto. Chiediamo quindi la supplente dell'educatrice infortunata e chiediamo che le insegnanti non facciano più ore oltre il loro turno, per sopperire alla mancanza di personale».

Le garanzie

«Al Ciliegio l'amministrazione garantisce una maestra in sovrannumero rispetto al rapporto uno a sei e, addirittura, è già entrata in servizio una seconda sovrannumeraria in considerazione di alcune specificità uniche di questa struttura - afferma l'assessore alle Risorse Umane Paolo Romor -.
Anche al San Provolo sono sempre stati garantiti i corretti rapporti numerici. Venerdì, fermo restando il rispetto del corretto rapporto numerico sull'intera giornata, si è verificata una situazione eccezionale nel momento dell'entrata, situazione segnalata, dal nido all'ufficio supplenti, poco prima delle nove: ebbene, alle 9.23 e 9.26 sono già entrate in servizio due ulteriori maestre e nel (breve) frattempo i bambini sono stati accuditi anche dal personale ausiliario che, lo si dimentica volutamente nell'interpellanza, è appositamente assunto e formato anche per tale compito. Si spaventano senza motivo le famiglie - prosegue - strumentalizzando episodi marginali e inevitabili (come ad esempio la scorsa settimana, quando una supplente è arrivata alla Giudecca alle 10, a copertura di un'assenza per malattia, comunicata la mattina stessa) per screditare un enorme servizio, per propaganda, (2200 bambini e 400 maestre impegnate tutti i giorni) che invece funziona, e bene, grazie all'impegno di insegnanti, ausiliarie, cuochi, amministrativi, che si prodigano tutti i giorni. Le famiglie possono stare tranquille».

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