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Maxi intossicazione alimentare: gita da incubo per oltre un centinaio di studenti

Un gruppo di 167 persone di un liceo di Maglie, Lecce, è stato soccorso domenica in un'area di servizio. Problemi di diarrea e vomito. I tre pullman dislocati in altrettanti ospedali

Una decina i giovani che sono stati visitati nei pronto soccorso di Jesolo e San Donà, rispettivamente 3 nella località balneare e 7 nella città del Piave. Gita sfortunata per un folto gruppo di studenti del liceo "Capece" di Maglie, provincia di Lecce, che si trovava a Jesolo tra sabato e domenica. Tre i pullman di studenti, tra accompagnatori e ragazzi, per un totale di 167 persone. Di queste la maggior parte domenica mattina, dopo aver cenato in un albergo di Jesolo e aver pernottato in città, hanno palesato i sintomi di una intossicazione alimentare. Vomito e diarrea. Per questo motivo i responsabili della gita hanno contattato il 118 (la prima telefonata è delle 11.04, ma poi ne sono seguite delle altre) che ha concordato un intervento all'altezza dell'area di servizio autostradale di Calstorta, nel territorio di Cessalto. 

Sul posto sono intervenute quattro ambulanze del Suem 118, i cui sanitari si sono occupati dei casi più preoccupanti. Come detto, dieci (secondo una nota della Regione) sono le persone che oltre a raggiungere i pronto soccorso hanno avuto necessità di essere visitate. Ma sono decine quelle che sono state soccorse. Il gruppo salentino era diretto a Praga e per loro Jesolo doveva essere solo una tappa del viaggio, che per forza di cose visti gli eventi dovrà essere rimodulato. Uno dei tre autobus di scolaresche durante l'intervento ha raggiunto la farmacia aperta più vicina per comprare farmaci in massa e cercare così di lenire le conseguenze di una cena (se sarà accertato che la colpa risiede proprio in quel pasto consumato) che i giovani non dimenticheranno molto presto. 

Nello stesso tempo gli ispettori dell'Ulss10 e gli agenti del commissariato locale sono entrati nell'albergo Colombo di via Aquileia (il cui telefono nel pomeriggio ha sempre suonato a vuoto) in cui il gruppo salentino aveva cenato poche ore prima. Sono stati raccolti alcuni reperti per stabilire se effettivamente la colpa sia stata causata da qualche problema nelle cucine o negli alimenti proposti (le portate prevedevano a quanto pare lasagne, carne e patatine). Non è ancora stato assodato in ogni caso il motivo dell'intossicazione collettiva, anche perché i giovani hanno trascorso il dopocena in discoteca. Prima dell'arrivo a Jesolo, poi, durante il tragitto da Maglie fino alla provincia di Venezia, avevano fatto sosta in due Autogrill. Fatto sta che anche gli autisti avrebbero problemi. Anche loro hanno cenato assieme al gruppo di viaggiatori. L'avvocato della struttura ha dichiarato che tutto sarebbe stato preparato con "cibi freschi". 

"Non potendo escludere l’insorgere dei sintomi in altri ragazzi, i sanitari del Suem hanno fatto avvicinare i tre pullman agli ospedali di Jesolo, San Donà e Portogruaro, dove è stata rafforzata preventivamente la presenza di personale medico e infermieristico di pronto soccorso", ha fatto sapere la Regione. Per garantire il personale, il turno mattutino del personale medico e infermieristico è stato "bloccato", sommandosi al personale del pomeriggio. Sul posto anche i primari dei pronto soccorso per coordinare gli interventi.

A San Donà sono stati inoltre separati i percorsi di accesso tra utenti in attesa di cure e gli studenti. "Una situazione di emergenza affrontata con grande professionalità da tutto il personale - dichiara il direttore generale, Carlo Bramezza - Non appena è scattata l'emergenza i nostri primari e il capo dipartimento dell'area critica si sono subito attivati per coordinare la situazione. Fortunatamente, sino a questo momento, non c'è alcuna situazione di gravità. Studenti, autisti e accompagnatori sono in costante contatto con le nostre strutture e verranno assistiti se necessario. Nessuna necessità di ricoveri". Il direttore generale Bramezza si è inoltre attivato con il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, per reperire una struttura alberghiera dove far trascorrere la nottata alla comitiva salentina. Intanto continuano gli accertamenti per stabilire l'effettiva causa dell'intossicazione.

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