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Le educatrici vanno allo scontro con il Comune: corteo e spettro sciopero

Calda assemblea martedì pomeriggio con i sindacati: proclamato lo stato di agitazione. La manifestazione sarà il 22 ottobre: "Chiediamo subito assunzioni per garantire il servizio"

L'assemblea era piena in ogni ordine di posto nel primo pomeriggio di martedì, nella sala polivalente della città metropolitana. Gli educatori di Ca' Farsetti hanno decretato lo stato di agitazione, andando quindi al braccio di ferro con l'amministrazione Brugnaro. Per rendere tangibile tutto il loro malumore è stata indetta una manifestazione per il prossimo 22 ottobre, che con ogni probabilità graviterà attorno a Ca' Farsetti: "Il personale in servizio non è sufficiente a garantire l’apertura dei servizi e la qualità delle prestazioni - si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl, Uil, Diccap, Csa e Rsu - Gli spostamenti giornalieri di personale ledono la qualità dell’offerta educativa e sottopongono le lavoratrici e i lavoratori a continue incertezze sulla sede di lavoro con pressioni vergognose e inaccettabili determinando esclusivamente malessere organizzativo".

In più si punta il dito contro le modifiche al regolamento del personale dei servizi educativi, che creerebbe "ulteriori disservizi e conflittualità con il personale ausiliario". In più la scelta di escludere le iscrizioni fuori termine starebbe indebolendo il servizio. I sindacati hanno quindi ricevuto mandato di chiedere la convocazione della commissione consiliare competente, valutando azioni di protesta. Intanto è stata fissata la manifestazione del 22 ottobre, per chiedere assunzioni di personale verificando il reale fabbisogno del settore.

"Abbiamo sempre cercato il confronto - dichiarano i sindacati - ma purtroppo dobbiamo registrare continue chiusure da parte di questa amministrazione che, con scelte sbagliate e discutibili, sta mettendo in ginocchio i servizi educativi che sono un patrimonio di tutta la città. Se non ci saranno risultati immediati sarà proclamato lo sciopero". "Come Cgil - dichiara Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil Venezia - siamo convinti che questa amministrazione debba prendere atto che le 300 educatrici riunite in assemblea oggi sono unite e compatte contro questo disegno di destrutturazione dei servizi educativi del Comune".
 

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