"Invisibili ma indispensabili": manifestazione diffusa a Venezia

Lavoratori del settore della cultura e dello spettacolo hanno protestato questa mattina in laguna con cartelloni e striscioni in varie parti della città. Le loro richieste

La protesta dei lavoratori del settore cultura e spettacolo di oggi

Tutta l'Italia si sta manifestando. Da parrucchieri ed estetiste, a lavoratori della cultura e tutte le categorie a rischio che con il 4 maggio non avranno ancora il via libera per riprendere con le loro normali attività lavorative. A Venezia sono spuntati striscioni, cartelloni al Ponte degli Scalzi, alla Giudecca di fronte alla Casa dei Tre Oci, davanti all'ingresso della Biennale a Castello. Il focus in laguna è stato sui lavoratori dello spettacolo e della cultura, ma l'iniziativa si inserisce all'interno di una due giorni di mobilitazioni indette da Adl, Cobas e Si Cobas, che già da ieri hanno visto diversi lavoratori esporsi in Italia per richiedere tutele, ammortizzatori sociali e garanzie di reddito, così come contributi per il agamento di bollette e sospensione dei mutui. Al Municipio giovedì anche i militanti del Rivolta. Questa mattina commercianti davanti alle saracinesche abbassate con cartelli di protesta, in tutto il Miranese, a chiedere di lavorare.

«Viviamo in una città dove industria del turismo e cultura sono legate a doppio filo, un filo che ora si è rotto. - dicono gli attivisti - A farne le spese sono e saranno naturalmente i più deboli, le lavoratrici e i lavoratori con contratti intermittenti e quelli ricchi di flessibilità e poveri di tutele. La normalità, alla quale molti anelano a tornare, per tanti altri costituiva già un problema.  Per i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura per esempio, spesso "arruolati" con contratti atipici, con retribuzioni al ribasso, con lunghi tempi di attesa per i pagamenti e senza copertura per malattia, tornare al prima Covid-19 significa tornare a convivere con le questioni di sempre». 

«Chi lavora nel mondo dello spettacolo - aggiungono - è spesso invisibile agli occhi dello spettatore. Si assiste a concerti e spettacoli teatrali, si partecipa a fiere e convention e non si pensa alla squadra di professionisti che rende possibile ognuno di questi eventi. Per questo oggi in più punti di Venezia, che agli occhi del mondo è arte e cultura, lavoratrici e lavoratori del settore espongono striscioni e cartelli per rendersi visibili. In un momento storico dove scompaiono concerti e spettacoli, come in un bizzarro gioco di scambio ecco apparire chi quei concerti e spettacoli rende possibili».

I precari richiedono l'apertura di un tavolo di crisi del settore cultura e spettacoli per discutere sulla cig in deroga per gli intermittenti dello spettacolo e, più in generale, per i lavoratori a chiamata; l'emanazione di una nuova circolare Inps che faccia chiarezza sul sistema di richiesta e di calcolo della del sussidio; sostegno al reddito; riforma degli ammortizzatori sociali per il settore dello spettacolo che controbilanci la sua natura intermittente, garantendo una continuità di reddito».

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