Prima domenica all'aperto: mezzi carichi, code alle biglietterie. Saltano le distanze

Pd e Cgil: «Impensabile andare avanti così. Con la riapertura delle attività e la stagione balneare sarà peggio. Si mettano servizi adeguati a ciò che serve. Non si rispettano né dpcm, né ordinanza»

Vaporetti Actv pieni domenica 24 maggio

Prima domenica all'aperto dopo mesi di reclusione forzata in lockdown per il coronavirus: a Venezia traffico verso piazzale Roma e vaporetti, traghetti, motonavi a Punta Sabbioni, e autobus presi d'assalto, come se il Covid fosse un ricordo lontano. Decine le foto circolate sui social a mostrare come la distanza di un metro sia scomparsa domenica 24 maggio a bordo del mezzi del traporto pubblico locale (tpl), e che se non fosse per le mascherine non ci sarebbe più nulla in quelle immagini ad assomigliare a una controllata e pacata fase 2 della ripresa in città. Nella serata di ieri registrate anche lunghe code di ritorno dalle spiagge, soprattutto Jesolo.

Partito Democratico e Filt Cgil sono sul piede di guerra. «Impensabile non aver previsto che in una giornata praticamente estiva sarebbero stati necessari più mezzi - tuonano Monica Sambo, capogruppo Pd in Consiglio comunale e il segretario Filt Cgil Valter Novembrini - Si smetta di piangere perché non ci sono soldi, il governo ha stanziato 500 milioni per le regioni, i fondi arriveranno direttamente alle aziende, e a Venezia l'assessore al Bilancio Michele Zuin ha detto che il Comune rinuncerà al trasferimento di parte degli 11 milioni da Actv all'Amministrazione comunale, quelli previsti in epoca commissariale: mettano un servizio di trasporto adeguato alla domanda di cui la cittadinanza ha diritto». 

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La bigliettazione

«Nelle grandi città come Milano e Bologna l’offerta del trasporto pubblico locale è del 90-100% (con l’intenzione di aumentarli), a Venezia invece anche domenica c’è stata la non gestione dei trasporti - attacca Sambo - File lunghissime alle biglietterie, mezzi pieni (sia d’acqua che di terra) nessuna risposta alle distanze e gente rimasta a terra. Non è più pensabile andare avanti così, anche perché la situazione non potrà che peggiorare con la riapertura delle attività e l’inizio della stagione balneare». Novembrini non risparmia neppure la bigliettazione. «Abbiamo dovuto scontrarci per ottenere la riapertura delle biglietterie a Chioggia. A Venezia tante biglietterie invece sono ancora chiuse, con il risultato che la gente ha viaggiato gratis. Si metta Actv nelle condizioni di vendere i biglietti, invece di dire che mancano i fondi. All'assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti chiedo se è questo il modo di far rispettare le norme sul tpl del dpcm (decreto del presidente del Consiglio) e dell'ordinanza della Regione del Veneto».

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