Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

È morto "el Moro de Venessia", voce degli Zoo Zabumba

Mercoledì, a 57 anni. Un artista, un artigiano e un poeta legato alla sua città. Icona del funky di Venezia e artigiano orafo da 30 anni

Luca Moroni

È morto mercoledì a Mestre a 57 anni Luca Moroni "el Moro de Venessia", cantante del gruppo musicale degli Zoo Zabumba dalla fine degli anni '70. Un artista, un artigiano, e un poeta legato alla sua città. 

Attivi dal 1987 gli Zoo Zabumba sono stati uno dei gruppi musicali veneziani più longevi; dal 1990 hanno iniziato ad allargare i propri orizzonti esibendosi fuori dai confini lagunari riscuotendo consensi, partecipando al Concorso nazionale per gruppi emergenti “Anagrumba” nel 1991 e nel 1992 e mettendosi in mostra al Festival “Arezzo Wave” nel 1993. Noto il reportorio fatto di brani in veneziano, italiano e inglese, gli Zoo Zabumba hanno sempre mantenuto la propria identità artistica ispirandosi ai grandi del Funky e del Soul. Scherzava "el Moro", «sono nato il 3 maggio come James Brown e non è un caso», diceva. Dall'artista americano aveva preso Funk e tutina leopardata, diventando un'icona per Venezia e solcando i palchi con l'amico di sempre Marco Furio Forieri, poi sax dei Pitura Freska. Uno dei pezzi più conosciuti è “Semo Fissi si o no?”. «Per Luca non basterebbe ricordare la carriera musicale ma la bella persona che è stato per tutti noi - ha detto Bebè, chitarrista degli Zoo Zabumba e grande amico di Luca -. La grande carica di energia, l'onestà, la generosità e la professionalità nel lavoro e nella passione musicale. Ho passato 9 ore a comunicare con amici e fun».

«Sono cresciuto col Moro. Assieme abbiamo fatto tutto», racconta Forieri mentre è sottosopra per la perdita dell'amico scomparso per un tumore. «Abbiamo fondato "I Neuro" a San Giacomo dell'Orio, poi gli Zoo Zabumba. Luca scriveva i testi e abbiamo trovato la strada del dialetto nella musica black. Nel Carnevale del '90 uno degli ultimi concerti in piazza Ferretto, bloccato perché intonavamo cori contro l'Expo e la gente ci seguiva. A inizi del 2000 Luca ha messo su famiglia e si è dedicato ai figli», Lorenzo e Leonardo, che ha lasciato oltre alla moglie Silvia, la mamma Lidia e il fratello Stefano. È tutta Venezia a piangere el Moro. «Ora faremo pubblicare le sue poesie come Luca aveva chiesto - ha detto l'amica Daniela Biscontin - mica perché volesse apparire. Onesto, intelligente, e beffardo, era anche umile. Arrivava con la sua bella zazzera bianca, sempre pronto a scambiare una chiacchiera. Aveva mille passioni e tanti progetti. E che pazienza in bottega». Fin da giovane Luca aveva fatto il mestiere del padre, mandando avanti (da trent'anni) la piccola gioielleria artigianale di San Stae. «Un negozietto dove andava tutta Venezia a farsi mettere a posto l'oro di famiglia, allargare e stringere anelli, riparare i passini - ricorda l'amica Nicoletta Frosini - Non riusciamo a credere sia scomparso». Luca aveva scoperto di star male un mese fa. «Con lui avevamo festeggiato i 40 anni dell'oreficeria poco prima del lockdown - ricorda il consigliere comunale, suo amico, Marco Gasparinetti -. A Luca mi ero affidato per la realizzazione di manufatti in argento che soltanto lui avrebbe potuto realizzare». “Sarà perché questo legame ti accorgi di quanto sia irrinunciabile quando provi a reciderlo", scrive in una poesia Moroni. Il funerale all'isola di San Michele martedì 23 febbraio alle 11.

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