menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Gabriele Salvatores

Gabriele Salvatores

Mostra del Cinema di Venezia, film programma oggi 2 settembre 2014

Martedì Leone d'oro per la storica montatrice di Scorsese, Thelma Schoonmaker, mentre è di scena l'esperimento cinematografico di Salvatores e Ridley Scott. I primi numeri: 22mila biglietti venduti finora

Altra giornata importante, anche se senza pellicole italiane in concorso, alla Mostra del Cinema al Lido, tra esperimenti registici e premi prestigiosi. Il debutto del social movie curato da Gabriele Salvatores, “Italy in a day” (Fuori concorso) è uno degli eventi del programma di martedì 2 settembre alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Protagonista della giornata la grande montatrice Thelma Schoonmaker (storica collaboratrice di Martin Scorsese), che riceverà il Leone alla carriera. Il mal.tempo gioca comunque a sfavore della kermesse lidense, che in questi giorni apparirebbe deserta proprio a causa delle pesanti nuvole che incombono sul cielo del litorale. Nonostante questo il bilancio di metà Mostra appare positivo, almeno secondo il presidente Paolo Baratta, che parla di 22mila biglietti venduti: "in linea con lo scorso anno", assicura.

LO SPECIALE: TUTTE LE INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

Gabriele Salvatores stesso, intervistato dalla stampa, ha spiegato le sensazioni e le realtà emerse dal suo film-collage, una pellicola che, a dispetto della situazione attuale, ritrae un paese in cui l'ottimismo e la speranza cercano ancora di emergere. Gli italiani sono un popolo che ora "sta soffrendo con dignità", ma pronto a guardare ancora al futuro, per non lasciare che la cosiddetta crisi affossi completamente quanto di buono c'è e ci sarà sempre nella Penisola.

Roy Andersson ha descritto invece il suo film come un mix di tre romanzi: “Don Chisciotte” di Cervantes, “Uomini e topi” di John Steinbeck e “Delitto e castigo di Dostoevskij” e considera questo suo lavoro l'ultimo di una trilogia dopo “Songs from the Second Floor” (2000), Premio della Giuria a Cannes, e “You, the Living” (2007). "Penso che questo film sia un esempio ancora più chiaro di ciò che considero come 'trivialismo'. Si tratta della trivialità trasformata in un'esperienza più attraente - dice il regista - E questo si applica anche alla pittura in generale, tutta la storia dell'arte è piena di trivialità perché esse fanno parte delle nostre vite, delle nostre premesse nella vita. Adoro questa cosa, e un domani vorrei diventare anche più triviale di quanto non lo sia stato in questo film"

Intanto, mentre sul red carpet del Palazzo del Cinema continuano a sfilare i protagonisti di questa edizione, i film più dibattuti iniziano a raccogliere le prime polemiche: è il caso di "Belluscone - una storia siciliana", che è finito al centro di un prevedibile ciclone politico. "Forza Italia ricorrerà alla magistratura per chiedere il sequestro del film di Franco Maresco, che, nonostante le polemiche per l'immagine negativa che offrirebbe dell'ex premier Silvio Berlusconi, ha raccolto applausi a scena aperta alla Mostra del Cinema di Venezia". Lo aveva annunciato il senatore azzurro Lucio Malan, intervistato da Klaus Davi per il suo programma "KlausCondicio". In realtà il caso sarebbe poi rientrato e lo stesso senatore avrebbe dichiarato che Silvio Berlusconi non ha intenzione di agire contro il film. "Sono tre anni - aggiunge comunque Malan - che Berlusconi non è più al governo italiano, quindi bisognerebbe parlare di qualcos'altro. Si potrebbe parlare anche di quello che c'è di bello in Italia: il cinema può essere un veicolo eccezionale di promozione, non solo turistica, ma anche economica in generale, ma purtroppo c'è un eccessivo indulgere sulla mafia, sulla mafiosità, come se tutta l'Italia fosse fatta di mafiosi o di realtà delinquenziali. L'Italia è invece un paese straordinario, il primo per tanti parametri, e purtroppo si insiste molto più di quanto facciano gli stranieri su questo cliché della mafia, della gentaglia, e così via".

Alla Mostra trova spazio anche la politica, così come il futuro della Biennale. "Io sindaco di Venezia? Come dice Massimo Cacciari una persona di 75 anni è bene che non sia considerata e ha ragione", dice il presidente della Biennale Paolo Baratta. Intanto va avanti con l'istituzione della Biennale per la quale, spiega, ha proposto al ministero per i Beni culturali una modifica di statuto, la nomina del direttore della Mostra anche da parte del consiglio d'amministrazione in scadenza. Ora alla scadenza del cda scade anche il mandato del direttore - l'attuale è a fine dicembre 2015 - quindi il nuovo direttore della Mostra avrebbe, se nominato subito a gennaio dal nuovo consiglio, appena sei mesi di tempo per preparare il festival, davvero poco. Nella altre arti della Biennale questo già non accade e secondo Baratta è un passo necessario e urgente per il cinema. Mercoledì era anche giorno dei primi numeri. Secondo la Biennale la Mostra "tiene" con 22mila biglietti venduti fino a lunedì, 950 posti occupati in media a proiezione nella nuova sala Darsena dedicata alla sezione Orizzonti, qualcosa meno per la Sala Grande, 7000 accreditati di cui 2300 giornalisti.

IL PROGRAMMA

“En duva satt pa en gren och funderade pa tillvaron” (Venezia 71 - Sala Grande alle 19.30) - In un non precisato paesaggio occidentale, un venditore e un ritardato mentale intraprendono un viaggio. Un percorso fatto di incontri e situazioni inaspettate, che diventano strumento per offrire un punto di vista originale sulla società attuale, caratterizzata dalla supremazia della vanità.

“Nobi (Fires on the the plain)” di Shinya Tsukamoto (Venezia 71 - Sala Grande alle 22.15) - Siamo verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver invaso un'isola delle Filippine, l'esercito giapponese si scontra con una feroce controffensiva di locali e forze alleate. Il soldato Tamura soffre di tubercolosi e viene abbandonato sia dal suo plotone che dall'ospedale mobile.

“Italy in a day – Un giorno da italiani” di Gabriele Salvatores (Fuori concorso - Sala Grande alle 17.15) - è l'edizione italiana, curata da Gabriele Salvatores, di un progetto di Ridley Scott: è stato chiesto agli italiani di inviare video realizzati con qualsiasi mezzo (telecamere, smartphones, fotocamere) da girare durante le 24 ore del 26 ottobre 2013. Desideri, sogni, paure, riflessioni, qualsiasi cosa considerata importante che accadeva quel giorno o anche, semplicemente, quello che si vedeva dalla finestra di casa.

“O velho do restelo (The old man of Belem)” di Manoel de Oliveira (Fuori concorso - Sala Grande alle 14.30) - Si racconta la vita e l'opera dello scrittore romantico portoghese Camilo de Castelo Branco, basandosi su estratti dell'opera “O Penitente di Teixeira de Pascoaes”.

“La zuppa del demonio” di Davide Ferrario (Fuori concorso) - Un film che ragiona sul senso del cinema industriale, realizzato attingendo dal meraviglioso materiale custodito a Ivrea, città della storica Olivetti. Il tema centrale è il progresso: l'idea di un futuro migliore, che oggi sembra drammaticamente lontana, ma che ha prodotto un'idea capace di segnare l'immaginario di un intero secolo.

The show Mas go on” di Ra di Martino (Giornate degli Autori - sala Perla alle 22) - Mas, i Magazzini allo Statuto, apre a Roma all'inizio del secolo scorso come il grande magazzino di lusso. Di quell'epoca sono rimasti forse solo i lampadari a mezz'aria, alcuni oggi scesi quasi al livello del suolo ora rivestito di moquette spelacchiata.

“Todo modo” di Elio Petri (Venezia Classici - Sala Volpi alle 17) - Mentre ovunque infuria un'epidemia mortale, i notabili di un partito cattolico che detiene il potere da decenni si riuniscono nel convento del gesuita Don Gaetano per un periodo di esercizi spirituali.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento