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Mestre: la neonata morì poche ore dopo il parto, ora i genitori fanno causa all'Ulss 12

La mamma e il papà della piccola deceduta nel 2014 procedono in sede civile per danni da errore medico. L'azienda replica: "Comportamento corretto dei medici e del personale"

Secondo i genitori, alla base della morte della loro figlioletta ci sono "un operato non corretto, una diagnosi tardiva e manovre non adeguate": così, per conto della coppia di origine bengalese residente a Mestre, martedì 20 settembre è stato notificato un atto di citazione in causa dell'Ulss 12 veneziana avanti il Tribunale di Venezia.

L'azienda sanitaria si era rifiutata di arrivare ad una mediazione, ritenendo di essere nel giusto, e le parti erano quindi rimaste distanti. "Sull’evento infausto, proprio a totale garanzia della famiglia, sono state espletate subito tutte le necessarie analisi - aveva dichiarato l'Ulss 12 - del cui esito i genitori sono stati costantemente e immediatamente informati. Gli organi di controllo aziendale hanno evidenziato il comportamento corretto dei medici e del personale del reparto. Tale comportamento è stato analizzato e confermato anche da parte dell’ente assicurativo, attivato a seguito dell’avvio del procedimento risarcitorio".

Due anni fa la morte della neonata, venuta alla luce nel nuovo ospedale dell'Angelo: la mattina del 27 maggio 2014 la mamma, alla 39. settimana di gravidanza, viene ricoverata per partorire il suo primo figlio. La gravidanza è stata regolare, la signora però viene costantemente monitorata in ragione della sua condizione di diabetica e ipertesa. La giovane viene sottoposta ad episistomia medio laterale destra per facilitare l'uscita del feto: 13 minuti dopo viene espulsa la testa, ma non altrettanto avviene per le spalle, come avrebbe dovuto. Vengono eseguite alcune manovre comuni in questi casi. Solo dopo svariate prove andate a vuoto, il medico riesce a estrarre dal corpo materno la piccola Tasnim Mim, ma le sue condizioni appaiono subito gravissime: la neonata comincia a respirare solo al terzo tentativo di rianimazione. 

Non essendo dotato l'Angelo di una struttura adeguata per la terapia ipotermica, determinante in questi casi, la neonata viene trasferita d'urgenza alla Patologia Neonatale del Ca' Foncello di Treviso, con diagnosi di asfissia grave dalla nascita e frattura dell'omero sinistro. Muore alle 22.15 del 28 maggio. I due giovani coniugi si rivolgono a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, e i fatti vengono denunciati all'autorità giudiziaria, che dispone l'autopsia sul corpicino. "La consulenza tecnica collegiale - specifica Studio 3A - disposta dal pubblico ministero della Procura di Venezia, ha visto impegnate tre professionalità mediche, affiancate dai consulenti di parte: un medico legale, un neonatologo e una ginecologa ostetrica. Le conclusioni sono dunque difficilmente contestabili ed evidenziano in pieno la responsabilità medica".

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