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Uccisero un commerciante per rapina, complice preso a Jesolo

Il 14 novembre morì a Vieste Mario Nardella, dopo una reazione. Finì subito in manette S.S., ora il cerchio si chiude anche sul suo sodale

A tradire A.E.R., 21enne di origini marocchine residente a Vieste, in provincia di Foggia, sarebbero stati i colloqui con i parenti in carcere del suo complice, già in precedenza finito in manette per l'omicidio a scopo di rapina di Mario Nardella, un commerciante del Gargano colpito a morte con un coltello nel retro del suo negozio. "Il marocchino mi ha consegnato alla polizia", avrebbe affermato S.S., il complice già in cella accusato del delitto commesso l'11 novembre scorso. Una storia tutta pugliese che però ha vissuto una fase decisiva anche a Jesolo, dove il 21enne di origini magrebine è finito in manette sabato scorso grazie all'intervento degli agenti del commissariato locale, che hanno fornito un aiuto fondamentale per le indagini.

Il giovane è accusato dalla Procura di Foggia di avere fornito il coltello da cucina a S.S. per perpetrare l'agguato, facendo poi da palo per avvertire dell'eventuale intervento delle forze dell'ordine. Dopodiché avrebbe nascosto i vestiti del complice poi arrestato in un vano nella sua disponibilità. Fatto sta che il 21enne già da qualche giorno si trovava a Jesolo, per scappare dai reati commessi. Era già stato controllato mercoledì scorso dagli agenti del commissariato, ma allora non c'era alcun addebito nei suoi confronti.

Il suo nominativo naturalmente è rimasto nel database, dunque è bastato un controllo al terminale da parte degli inquirenti foggiani per scoprire che chi stavano cercando si trovava al Nord, nella località balneare veneziana. Il giovane infatti aveva cercato protezione da alcuni parenti, prima in Abruzzo e poi in Veneto. Impaurito anche dalle possibili ritorsioni dei clan attivi nel Gargano. Una volta capito dove si nascondeva, sabato per lui sono scattate le manette al termine di un pedinamento dei suoi famigliari che si è concluso in piazza Manzoni. Con ogni probabilità il ragazzo, che ora si trova a Santa Maria Maggiore, verrà trasferito nel carcere di Foggia.

L'omicidio, secondo gli investigatori, fu compiuto da S.S. nel deposito di bevande di Nardella dopo che l'uomo aveva abbozzato una reazione, venendo pugnalato al torace. Subito dopo il presunto aggressore venne bloccato dalla polizia, mentre Nardella spirò al pronto soccorso. Le indagini hanno subito confermato la presenza sul posto di un complice (come dichiarato anche da un testimone), definito dagli inquirenti "ancora più pericoloso".

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